CANDIDATURA VIA MAIL?COME FARLO NEL MODO GIUSTO!

Cosa fare per convincere i recruiters a leggere (quantomeno) la tua email di candidatura? Spesso chi si occupa della selezione del personale ha la casella di posta elettronica così piena che non riesce neanche ad aprire tutte le comunicazioni.

Riceviamo ogni giorno curriculum, candidature e/o lettere di motivazione via mail, possiamo quindi affermare con certezza che, anche se non è determinante, la presentazione del testo è un fattore di rilievo.

L’oggetto è la prima informazione che si vede.

Gli esperti di Life in Spa consigliano di non lasciarlo mai vuoto e di sistemarlo in modo che non finisca nella cartella dello spam e se si risponde a un annuncio di lavoro, si dovrebbe indicare la denominazione della posizione aperta.

Se ci si autopropone, si può usare la dicitura “candidatura spontanea” seguita dalla professione. Non scriverlo mai in maiuscolo.

Capita a molti di non segnalare l’oggetto della mail. Ricordiamo sempre che è importantissimo, anche perchè si rischia di finire in automatico nello spam… decisamente un effetto indesiderato.

Ci sono sempre molti piccoli dettagli che si può imparare a considerare con attenzione, ognuno di essi può essere rivoluzionario in qualsiasi tipo di rapporto e comunicazione, specialmente se parliamo di comunicazione digitale, dove viene a mancare il tono della voce, lo sguardo, il linguaggio del corpo. Quello che diciamo e come lo facciamo virtualmente parla di noi, impariamo a farlo nel modo adeguato per sfruttarne al massimo le potenzialità.

Chi se la sente può provare anche provare ad inserire come oggetto un titolo imprevedibile, diverso dal solito, per incuriosire e suscitare attenzione.

Jacob Share, fondatore del portale JobMob, ha chiesto su Twitter a cento recruiters e Ceo di aziende di tutto il mondo quali sono stati gli oggetti più brillanti dei messaggi che hanno ricevuto nella loro carriera. Quelli che li hanno convinti a dare una possibilità al candidato e a convocarlo per il colloquio.

Ecco alcune delle risposte più particolari:

– “John Doe – La migliore recluta per il vostro team”

– “Superstar cerca nuove sfide”

– “Che resti fra noi: io lavoro per il vostro concorrente diretto”

– Mi è capitato un ragazzo che ha scritto nell’oggetto “io sono diverso”

– Il titolo di una email che ho ricevuto una volta, per un posto nel settore vendite, diceva: “Dal più grande venditore del mondo”. Ho dovuto per forza leggerla

– “Interessato a dare un valore aggiunto alla vostra società”

– Il migliore è stato semplicemente “Ho fatto le mie ricerche… So che avete bisogno di me”

– “Assumere Peter aiuterà il tuo team e i tuoi obiettivi di business. Disponibile subito”

Che ve ne pare? Voi, avreste risposto?

 

DOTE UNICA LAVORO, Life in ti aiuta gratuitamente ad accedere al programma

Continua la campagna di Life In Spa per promuovere il servizio gratuito rivolto a disoccupati residenti in Lombardia che desiderano trovare un’occupazione grazie al programma Dote Unica Lavoro, finanziato da Regione Lombardia.

Dote Unica Lavoro è un sostegno all’inserimento o reinserimento lavorativo e alla qualificazione o riqualificazione professionale che risponde alle esigenze delle persone nelle diverse fasi della loro vita professionale attraverso un’offerta integrata e personalizzata di servizi.
La nostra filiale di Brescia offre il supporto di un tutor personale, il quale si occuperà di costruire insieme all’utente un percorso individualizzato con la finalità di ricollocamento nel mondo del lavoro.
Il servizio è completamente GRATUITO, ed è richiesto uno dei seguenti requisiti:

  • Disoccupato o inoccupato residente o domiciliato in Regione Lombardia;
  •  Disoccupato percettore di NASPI, residente o domiciliato in Regione Lombardia.

Tra i servizi offerti: elaborazione CV, bilancio di competenze, orientamento professionale.

SE INTERESSATO AI VANTAGGI DI DOTE UNICA LAVORO?

Per candidature e informazioni invia una mail con la tua candidatura a politicheattive.bs@lifein.it

 

 

 

 

 

 

 

Business vincente quando in azienda ci sono le donne!

Una ricerca del gruppo Sodexo prende in esame i dati forniti da 50mila manager di 70 aziende internazionali nel quinquennio 2011-2016. Quando le donne superano  il 40%  crescono anche la fidelizzazione della clientela e la sicurezza sul lavoro.

Se anche non si raggiunge la parità perfetta tra dipendenti uomini e donne, basta che la quota femminile salga al 40 per cento perché un’azienda veda salire la sua produttività dell’8 per cento. Le imprese in cui si investe sull’equilibrio di genere sono vincenti, lo suggerisce, una volta di più, uno studio del gruppo Sodexo, impresa che offre servizi integrati alle aziende. La ricerca ha aggregato i dati forniti da 50mila manager di 70 aziende internazionali nel quinquennio 2011-2016, con l’obiettivo, appunto, di indagare sugli effetti positivi del bilanciamento di genere nelle aziende.

La fidelizzazione della clientela
I dati più importanti riguardano produttività aziendale e tasso di partecipazione dei dipendenti, che nelle imprese in cui l’equilibrio di genere è rispettato aumentano rispettivamente dell’8 e del 12 per cento. Altro valore indicativo è l’incremento della sicurezza sul posto di lavoro dove, grazie alle donne, si verificano meno incidenti e la sicurezza cresce del 12 per cento.
Si registrano poi un incremento dell’8 per cento rispetto alla media del tasso di conservazione dei dipendenti e una maggiore presenza di donne assicura anche la fidelizzazione della clientela, con un +9 per cento nella capacità di conservare almeno il 90 per cento dei propri clienti.

Impegno e produttività
“L’equilibrio di genere, insieme a una cultura inclusiva, aiuta a migliorare l’innovazione, l’impegno e la produttività – osserva Rohini Anand, Vicepresidente senior Corporate Responsability and Global Chief Diversity Officer di Sodexo – I dati dimostrano che non è soltanto una questione etica, perché la parità tra sessi incontra gli interessi delle parti interessate. Uomini e donne insieme hanno più successo e il talento, l’impegno e la costanza femminili sono un valore aggiunto per le aziende”.
“Sperimentiamo  cosa significhi tutto ciò nella nostra azienda  – osserva Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – visto che a oggi il 59 per cento dei gruppi ha uomini e donne in percentuali uguali e il nostro obiettivo è quello di allargare questo risultato a tutti i settori entro il 2025”.

Il PIL
Una ricerca del McKinsey Global Institute ha calcolato che a livello mondiale le donne generano il 37 per cento del PIL, nonostante rappresentino il 50 per cento della popolazione in età lavorativa. Un rapporto Eurostat, pubblicato a marzo dell’anno scorso, indicava che le donne in posizioni di vertice nelle aziende italiane sono soltanto il 22 per cento, poco più di una su cinque. E anche quando riescono a raggiungere ruoli dirigenziali guadagnano meno dei colleghi, in percentuale il 33,5 per cento in meno all’ora rispetto ai maschi, una differenza di quasi 15 euro ogni ora di lavoro.

VUOI SVILUPPARE UN PIANO DI WELFARE AZIENDALE? Ora ci pensa LIFE IN

Life in S.p.a. presenta il nuovo servizio in ambito Welfare, che include la possibilità di sviluppare un Piano Welfare Aziendale e progetti di Benessere Organizzativo grazie alla piattaforma Happily.

PIANO di WELFARE AZIENDALE, quali VANTAGGI PER L’AZIENDA? 

Con Welfare Aziendale si intende un paniere di beni e servizi che l’Azienda mette a disposizione per il sostegno del Benessere del Dipendente.

Con un Piano di Welfare Aziendale studiato ad hoc l’Azienda  ha la possibilità di:

  • ottenere un vantaggio economico significativo, aumentando al contempo il potere d’acquisto del Dipendente grazie alla defiscalizzazione prevista dagli artt. 51 e 100 del TUIR;
  • dimostrate ai propri Dipendenti quanto l’Azienda tenga al Benessere del singolo Lavoratore migliorando la capacità di trattenere ed attrarre Risorse e Talenti;
  • incrementare la produttività aziendale;
  • ridurre il turnover;
  • migliorare la reputazione aziendale interna e sul territorio;
  • migliorare il clima lavorativo all’interno dell’azienda;
  • definire politiche retributive allineate alle esigenze della popolazione aziendale;
  • migliorare i rapporti con i sindacati.

PERCHE’ SCEGLIERE LIFE IN ?

Life in S.p.a, grazie ad un team composto da professionisti specializzati nella gestione delle risorse umane, costantemente aggiornati sugli sviluppi del mondo del Welfare e delle politiche innovative di gestione del personale è in grado di fornire alle Aziende il supporto necessario allo sviluppo di un Piano Welfare Aziendale sia in caso sia prevista tale disposizione da contratto nazionale, che in caso l’azienda intenda erogarlo a titolo di contributo liberale.

Life in, supporta e affianca le Aziende in tutte le fasi del progetto fornendo un’assistenza tempestiva per ogni necessità, anche grazie alla piattaforma Happily attraverso la quale, il Datore di Lavoro e ogni singolo Dipendente possono in autonomia amministrare le proprie richieste in termini di beni e servizi, il tutto esclusivamente on-line.

Il Dipendente, sia somministrato che assunto direttamente dall’azienda può attraverso la nostra piattaforma Happily, richiedere l’erogazione di beni e servizi. Tutte le richieste vengono prese in carico dai consulenti Life in che suggeriscono la formula più soddisfacente per il Dipendente  e allo stesso tempo consona alle disponibilità aziendali.

I punti di forza della consulenza Life in sono:

  • la gestione completa dei piani di Welfare aziendale;
  • una piattaforma intuitiva che solleva l’Azienda dagli oneri gestionali;
  • la produzione di report e statistiche;
  • la possibilità di scegliere liberamente le strutture nazionali preferite per l’erogazione dei servizi;
  • un’offerta calibrata per le PMI e costi chiari;
  • un Network professionale accreditato.

In allegato il Flyer Spendibilità dove sono illustrati i beni e servizi previsti dalla piattaforma che l’Azienda può mettere a disposizione del proprio dipendente, in tema di: Previdenza e Sanità integrativa, Fringe Benefits, Istruzione, Tempo Libero. 

FLYER

Se sei interessato ad un’offerta calibrata sulla base delle esigenze della tua azienda o anche solo desideri approfondire le alternative disponibili e vuoi capirci di più, invia una mail con i tuoi riferimenti a info@lifein.it  mettendo come oggetto “Servizio Welfare” e sarai ricontattato al più presto dalla nostra Responsabile Welfare.

 

 

 

 

 

PATRIZIA FULGONI nella squadra di PRESIDENZA di ASSOLAVORO

L’Assemblea di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro, ha eletto alla Vice Presidenza per il prossimo triennio Patrizia Fulgoni presidente di Life in S.p.a.

 

Profilo Patrizia Fulgoni

Patrizia Fulgoni è Presidente di Life in Spa Agenzia per il Lavoro, Presidente di Efil Società di Formazione, Amministratore Unico di Divisione Corporate e Amministratore Unico del Gruppo Life in Romania. Dal 2011 Membro della Commissione paritetica di Ance,Associazione Nazionale Costruttori Edili di Bologna. Dal 1996 al 2006 è stata alla conduzione di altre aziende nel settore servizi e precedentemente Amministratore Delegato di un’industria del settore meccanico/agricolo, oltre che Responsabile Finanziario del comparto Industrie Italia di una multinazionale. Ha ricoperto incarichi pubblici in Confindustria Romania e in qualità di Consigliere nell’Azienda dei Trasporti Pubblici di Piacenza. E’ nata e risiede a Piacenza. E’ coniugata e ha due figlie.

Assolavoro

Assolavoro è l’Associazione Nazionale di Categoria delle Agenzie per il Lavoro (ApL). Riunisce le Agenzie per il Lavoro che producono circa l’85% del fatturato complessivo legato alla somministrazione di lavoro e contano in tutta Italia oltre 2.500 filiali. L’Associazione nasce per garantire alle ApL standard più elevati di tutela e rappresentanza, nonché un’offerta integrata di assistenza e informazione. È riconosciuta quale Parte Sociale e interviene stabilmente alle audizioni convocate dal Governo e dagli Organismi Parlamentari, per contribuire alla fase di elaborazione sia di nuove normative, sia di indagini conoscitive sul mercato del lavoro. Assolavoro aderisce a Confindustria e rappresenta l’espressione italiana della World Employment Confederation – Europe, la Confederazione Europea delle Agenzie per il Lavoro.

 

ASSOLAVORO. RAMAZZA ELETTO NUOVO PRESIDENTE

L’Assemblea di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro, ha eletto all’unanimità Presidente per il prossimo triennio Alessandro Ramazza, che succede a Stefano Scabbio.

21 dicembre 2017. L’Assemblea diAssolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro, ha eletto all’unanimità Presidente per il prossimo triennio Alessandro Ramazza, che succede a Stefano Scabbio.

Completano la squadra di Presidenza: Riccardo Barberis (delegato ai rapporti con le altre Associazioni di Categoria), Patrizia Fulgoni (con delega al contrasto alle Forme Spurie di Lavoro), Andrea Malacrida (delega per lo “Scenario Digitale”) e Giuseppe Venier (“Organizzazione e Servizi per gli Associati”).

“Ringrazio per la fiducia accordatami tutte le Agenzie per il Lavoro associate. – ha detto Ramazza. E ringrazio in particolare il Presidente uscente, Stefano Scabbio, e tutti i componenti della sua presidenza per il lavoro svolto negli ultimi anni. L’Associazione e il settore sono oggi ulteriormente coesi e rafforzati, pronti per affrontare nuove sfide”.

“Il settore delle Agenzie per il Lavoro svolge un ruolo chiave per fornire soluzioni innovative che indirizzino le sfide di un mercato del lavoro in continuo cambiamento. – ha aggiunto il neo Presidente dell’Associazione delle Agenzie per il Lavoro – Come facilitatori, le Agenzie per il Lavoro contribuiscono a migliorare l’economia proponendo opportunità di impiego, sicurezza e continuità e offrendo un futuro sostenibile alle persone e all’intero settore”.

“L’obiettivo principale da perseguire in qualità di Associazione – ha poi evidenziato il neo Presidentedi Assolavoro – continuerà ad essere il sostegno alla flessibilità “buona” cogliendo le numerose opportunità di sviluppo per il nostro mercato, quali, ad esempio, la valorizzazione del servizio che forniamo al sistema delle imprese selezionando i migliori talenti e fornendo i profili più adeguati, il servizio che forniamo ai lavoratori con la formazione per sostenere la loro occupabilità e la loro tutela con il sistema di welfare bilaterale che eroga E.Bi.Temp”.

“Opportunità ma anche sfide importanti da affrontare coesi tra cui la carenza di alcuni profili professionali, l’aumento dell’età media degli occupati, la digitalizzazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, la gestione delle fasi di transizione dallo studio al lavoro e da lavoro a lavoro, in un mercato spesso ancora non semplice per i giovani” – ha concluso Ramazza”.

 

Profilo Alessandro Ramazza

Consigliere Delegato di Randstad Group Italia e Presidente di Intempo

Alessandro Ramazza è Consigliere Delegato di Randstad Group Italia ed è Presidente di Intempo, l’Agenzia per il Lavoro, appartenente al gruppo Randstad, leader nel settore portuale e logistico.

Dal 2005 al 2017 è stato Presidente del gruppo Obiettivo Lavoro, dove è entrato nel 2004 come Direttore Sviluppo e Diversificazione.

Precedentemente è stato Direttore del Personale in Consorzi di Costruzione dell’Alta Velocità e presso C.M.C. di Ravenna.

E’ stato Assessore alla Formazione e Lavoro alla Provincia di Bologna e Consigliere Comunale a Bologna, dove ha ricoperto incarichi di direzione politica nel partito dei Democratici di Sinistra.

E’ laureato in Economia e ha frequentato Master alla London Business School e alla London School of Economics.

Classe 1955, è nato e vive a Bologna, è coniugato e ha due figlie.

 

GRAZIE AD EFIL, NUOVI CORSI GRATUITI DI FORMAZIONE

Efil srl, società di formazione di LIFE IN spa, organizza corsi di formazione finanziati dal bando Form&Go.              

Se vuoi partecipare in maniera GRATUITA, iscriviti al catalogo online che trovi sul sito https://www.form-and-go.it, o passa presso le nostre filiali di riferimento, dove riceverai un supporto per le procedure di iscrizione.

I corsi in programma sono i seguenti:

SEDE DEL CORSO

TITOLO DEL CORSO

DURATA

DATA INIZIO

DATA FINE

Brescia Disegno meccanico 56 ore 12/12/2017 18/12/2017
Brescia Disegno meccanico 56 ore 09/01/2018 13/01/2018
Brescia Logistica di Magazzino 56 ore 15/01/2018 19/01/2018
Brescia Logistica di Magazzino 56 ore 22/01/2018 26/01/2018
Brescia Saldatura a filo 56 ore 11/01/2018 18/01/2018
Brescia Saldatura a filo 56 ore 18/01/2018 24/01/2018
Piacenza Disegno meccanico 56 ore 04/12/2017 11/12/2017
Piacenza Disegno meccanico 56 ore 11/12/2017 18/12/2017
Bologna Disegno meccanico 56 ore 08/01/2018 12/01/2018
Bologna Disegno meccanico 56 ore 15/01/2018 19/01/2018
Bologna Logistica di magazzino 56 ore 04/12/2017 12/12/2017
Rimini Logistica di magazzino 56 ore 22/01/2018 30/01/2018
Modena Logistica di magazzino 56 ore 01/02/2018 09/02/2018
Verona Saldatura a filo 64 ore 20/11/2017 29/11/2018
Verona Saldatura a filo 64 ore 11/12/2017 20/12/2017
Verona Saldatura a filo 64 ore 10/01/2018 19/01/2018
Verona Saldatura a filo 64 ore 12/02/2018 21/02/2018
Verona Saldatura a filo 64 ore 12/03/2018 21/03/2018

I voucher sono destinati alle seguenti categorie di candidati:

  1. Non occupati che negli ultimi 12 mesi abbiano avuto un contratto di lavoro di somministrazione di almeno 30 giorni e che siano disoccupati da almeno 45 giorni;
  1. Non occupati che abbiano lavorato in passato per almeno 5 mesi (110 giorni) con contratti di somministrazione e che siano disoccupati da almeno 45 giorni;
  1. Lavoratori che abbiano subito un infortunio sul lavoro e che abbiano necessità di formazione per favorire il loro reinserimento lavorativo;
  1. Lavoratrici madri che a conclusione del periodo di astensione obbligatoria non abbiano ancora una missione attiva e che abbiano maturato almeno 30 giorni di lavoro di somministrazione nei 12 mesi antecedenti il periodo di astensione obbligatoria

E’ prevista una indennità di frequenza pari a 5,00 € orari lordi, per le ore di formazione effettivamente frequentate.

Lavoro, tutti gli incentivi della manovra 2018

Esonero dal pagamento dei contributi Inps, incentivi per l’assunzione dei giovani, ricollocazione disoccupati: Le novità del 2018.

Sconti nel pagamento dei contributi Inps per chi assume giovani sino ai 35 anni, esonero totale per chi assume giovani in alternanza scuola-lavoro, proroga bonus Sud e Garanzia Giovani, ricollocazione anticipata dei disoccupati, credito d’imposta per la formazione dei lavoratori: sono solo alcune tra le principali misure per il rilancio dell’occupazione previste nella manovra 2018.                                                                            A queste si accompagna lo sconto sui contributi per i giovani lavoratori autonomi, per incentivare chi si vuole mettere in proprio. Nessuna novità, invece, sul taglio permanente delle aliquote Inps per i lavoratori già assunti: la riduzione dei contributi richiederebbe una spesa difficilmente sostenibile, così, anche per quest’anno, gli incentivi sono rivolti alle nuove assunzioni.                                                                                   Rispetto all’anno scorso, però, le misure previste in materia di lavoro sono aumentate e sono state potenziate: vediamo le novità proposte nel dettaglio, in attesa della presentazione ufficiale della nuova legge di Bilancio 2018.

  • Bonus contributivo per i giovani lavoratori autonomi

Per incentivare i giovani che si vogliono mettere in proprio, è stato proposto lo sconto del 50% dei contributi per i nuovi lavoratori autonomi iscritti alla gestione Separata: in particolare, si vorrebbero scontare del 50% i contributi per i primi 3 anni di attività. La misura dovrebbe poter essere utilizzata, però, soltanto dai professionisti sino ai 29 anni, anche se, considerando l’età media di accesso alle professioni, è stata proposta l’estensione almeno sino ai 35 anni di età.           Il dimezzamento dei contributi per i giovani lavoratori autonomi non è una novità, in quanto quasi tutte le casse dei liberi professionisti prevedono misure simili. L’estensione della misura agli iscritti alla gestione Separata, cioè ai professionisti senza cassa, avrebbe però il beneficio di generalizzare la misura, senza quindi discriminare chi non è iscritto a un albo professionale.                                     Attualmente, l’aliquota contributiva che deve essere versata dai lavoratori autonomi alla gestione Separata è pari al 25,72%: in parole semplici, se il professionista nell’anno guadagna 10mila euro, deve versare all’Inps 2.572 euro. Col dimezzamento dei contributi, invece, l’aliquota sarebbe pari al 12.86%, quindi, ipotizzando lo stesso guadagno di 10mila euro annui, il costo dei contributi sarebbe di 1.286 euro anziché di 2.572. Un bel risparmio, finalizzato a incentivare chi vorrà mettersi in proprio.

  • Bonus contributivo per chi assume giovani

Per chi assume a tempo indeterminato giovani sino ai 35 anni di età (originariamente la misura era prevista sino ai 29 anni) si vorrebbe applicare uno sconto del 50% dei contributi dovuti all’Inps per i primi 3 anni di contratto.                                         Lo sconto si applicherà solo sull’aliquota dovuta dal datore di lavoro, con un tetto massimo di sgravio annuo pari a 4.030 euro. Sarà prevista anche una clausola anti-licenziamento, secondo la quale il lavoratore dovrà essere mantenuto in organico per un determinato periodo minimo, pena la restituzione degli sgravi.

  • Bonus alternanza scuola lavoro

Per l’assunzione a tempo indeterminato di ragazzi che hanno svolto nella stessa azienda alternanza scuola lavoro (in misura pari ad almeno il 30% del totale delle ore previste), o periodi di apprendistato di primo o di terzo livello, si vorrebbe prorogare lo sgravio del 100% dei contributi per i primi 3 anni di contratto. L’incentivo sarà applicabile se il lavoratore viene assunto entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio o della qualifica.                                                                    Allo stato attuale, l’incentivo è pari al totale dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di 3.250 euro annui.

  • Sconto del 100% per chi assume disoccupati che non studiano

Lo sconto sui contributi sarà invece totale, quindi del 100%,per chi assumerà giovani sino a 29 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet. L’esonero contributivo totale dovrebbe però durare un anno soltanto, mentre per i successivi 2 anni lo sconto previsto sarebbe del 50%.

  • Proroga del bonus Sud

Con la prossima manovra si vuole infine prorogare anche il bonus Sud, che offre l’esonero totale dai contributi per chi assume nelle regioni del Mezzogiorno. In particolare, il bonus occupazione Sud è un incentivo che può essere applicato alle sole aziende situate nelle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna.        Questo bonus riguarda i datori di lavoro privati che (senza esservi obbligati) assumono:

  1. giovani disoccupati di età compresa tra 16 e 24 anni;
  2. lavoratori con almeno 25 anni di età, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Sono incentivate:

  1. le assunzioni con contratto a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione) o con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere (a tempo pieno o part time);
  2. le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a tempo determinato (non è richiesto il requisito della disoccupazione).        Sono invece escluse le assunzioni con contratto di lavoro domestico, accessorio (voucher) e intermittente.           L’incentivo consiste nell’esonero totale dai contributi a carico del datore di lavoro dovuti all’Inps, nel limite massimo di 8.060 euro annui. Si vorrebbe poi proseguire l’incentivo per altri 2 anni, ma con lo sgravio dei contributi pari al 50%.
  • Ricollocazione per i disoccupati

Per i lavoratori interessati dalle procedure di licenziamento collettivo, è in programma l’attuazione di nuove misure di politiche attive del lavoro. Le misure sono finalizzate a ricollocare il lavoratore prima che le procedure di mobilità siano terminate: in parole semplici, saranno garantiti dei nuovi posti di lavoro agli esuberi ancora prima che questi siano licenziati.

  • Credito d’imposta per la formazione dei lavoratori

Completano il pacchetto lavoro una nuova serie di incentivi sulla formazione dei lavoratori. Nel dettaglio, è previsto un credito d’imposta per le spese relative ai costi del personale impegnato in corsi di formazione su: informatica, tecniche e tecnologie di produzione, vendita e marketing concentrate su almeno una tecnologia 4.0.                                                                Le tecnologie oggetto degli incentivi alla formazione dovrebbero riguardare big data, cloud e fog computing, cyber-security e sistemi cyber-fisici, realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, manifattura additiva.

Life In, la spa “in rosa” per il lavoro pronta a fare shopping… di agenzie

La presidente Fulgoni ha acquisito il 100% della società Life in spa: obiettivo crescere in Italia per linee estere

Il team rosa. Al centro il presidente Patrizia Fulgoni con le manager di Life in

Brescia. Life in riporta «in casa» tutto il capitale e punta al raddoppio delle sedi entro pochi anni.

Proprio lo scorso 6 giugno, infatti, il gruppo dirigente guidato dalla presidente fondatrice Patrizia Fulgoni (al suo fianco ci sono 6 quadri, tutti rigorosamente donna) ha acquisito il 45% del capitale della spa prima in mano a sottoscrittori esterni, diventando attraverso la srl Divisione Corporate, proprietario del 100%.  L’agenzia per il lavoro “in rosa” nata a Brescia nelle 2008 è oggi presente sul territorio con ben 11 sedi dalla Lombardia alla Sicilia.

Una scelta, spiega Fulgoni, motivata essenzialmente «dalla volontà di crescere e di decidere in autonomia», anche alla luce dei buoni risultati ottenuti sino ad ora. Del resto, la storia di Life in è tanto originale quanto indice del buon vecchio pragmatismo femminile.

A fondarla, oltre otto anni fa, è un gruppo di professioniste del settore che accolgono la sfida di dar vita ad un’agenzia per il lavoro diversa: «non un grande magazzino, chiarisce Patrizia Furgoni, ma una boutique in cui gli abiti si fanno su misura».

Quindi, fuori dalla metafora decisamente femminile, realtà che si muove su piccoli numeri, ma con un grado di precisione e costumizzazione della ricerca che grandi colossi del settore non possono avere.

In rosa. L’agenzia parte da subito con il vento in poppa, anche per una felice azione di marketing giocata proprio sull’immagine “in rosa” (“in realtà, racconta ancora Patrizia Fulgoni, la decisione di una compagine femminile stata quasi casuale: siamo partite con una squadra di sole donne perché solo loro hanno accolto la sfida che ho proposto. Ma quel punto l’abbiamo cavalcata!”).

I numeri. Nelle due 1009 Life in fattura 5 milioni di euro, che nel 2010 diventano 15 e nel 2011 arrivano 20,5. L’agenzia continua a crescere nel 2015 arriva il record: i ricavi toccano quota 42 milioni dipendenti salgono sino a 50, 46 dei quali di sesso femminile. Il 2016 segna un piccolo arretramento (il fatturato è di 40 mln, ma l’utile operativo è di 2,5) che però non preoccupa la presidente:«Abbiamo deciso di eliminare alcuni grossi clienti che generavano un consistente insoluto, e anche se il fatturato si è un po’ contratto in realtà l’agenzia sta crescendo», tira corto.

Una crescita testimoniata anche dalla volontà di aprire altre agenzie, anche attraverso l’acquisizione di altre società. «I fondi li abbiamo, ma paradossalmente ci mancano le persone», chiarisce il presidente che evidenzia come la difficoltà a reperire capitale umano specializzato non riguardi solo le imprese che si rivolgono a Life in (che spaziano dal comparto alimentare al metalmeccanico all’Oil&Gas), ma anche le stesse agenzie che del collocamento delle risorse umane hanno fatto il loro business.

di Angela Dessi

tratto dalla pagina di ECONOMIA – Giornale di Brescia di Domenica 25 giugno 2017

Come migliorare la produttività dei dipendenti?

Un’ impresa di successo non può prescindere dal considerare prioritario un rapporto proficuo e soddisfacente con i propri dipendenti, la cui produttività rappresenta uno dei fattori che influenzano direttamente la redditività di un’azienda.

I dipendenti ne sono il motore ed è superfluo evidenziare come un impiegato soddisfatto sia anche un impiegato produttivo. Secondo una recente indagine condotta da AtTask e Harris Interactive, i dipendenti occupano soltanto il 45% del tempo speso in ufficio a svolgere la mansione principale richiesta.

Troppe e-mail, riunioni lunghe e improduttive, mancanza di organizzazione: le ragioni possono essere molteplici. E dunque, come si può far aumentare la produttività dei dipendenti?
Ecco alcuni cambiamenti da introdurre per spronare gli impiegati a fare di più e meglio.

No al multitasking
Nonostante sia una delle qualità che si ricercano in un dipendente, il multitasking può solo peggiorare la vita lavorativa dell’impiegato che si trova costretto a dividere le sue energie in più compiti, performando meno in tutte le mansioni e aumentando il rischio di errori e incomprensioni.

Enfatizzare il senso di comunità
Tendenzialmente si preferisce scindere lavoro e vita privata, ma un forte senso di comunità all’interno dell’azienda permette di creare una sorta di rete di supporto sia professionale che personale. Congratularsi per l’ottimo lavoro svolto è un incentivo a sentirsi parte di una comunità che ha uno stesso obiettivo.

Lavoro da casa
Solitamente si tende a credere che il lavoro da casa provochi un calo delle prestazioni per via della moltitudine di distrazioni e di faccende da sbrigare, ma uno studio dell’Università di Stanford ha dimostrato come l’home working aumenti la produttività del 13%. Complici la quiete e il comodo ambiente, che permettono di ridurre drasticamente le pause dal lavoro.

Riducete le riunioni e siate più “easy”
Tutti alzati, nessuno seduto. I dipendenti possono utilizzare il telefono a patto che ciò non leda alla concentrazione o risulti maleducato. E, come fa l’Engineer Manager di Facebook, Mark Tonkelowitz, fatele un’ora prima di pranzo: risultano più veloci ma non per questo meno proficue.
Provate a ridurne il numero e/o la durata, lasciando più tempo ai dipendenti di svolgere i loro compiti.

Meno e-mail
Un studio condotto da Microsoft e dall’Università dell’Illinois dimostra che s’impiegano almeno 15 minuti per riprendere efficientemente il lavoro dopo un’interruzione dovuta dalla ricezione un’e-mail. Se dovete dare degli avvisi, è meglio mandare un’unica e-mail lunga piuttosto che frammentare le informazioni in più messaggi.