LIFE IN su “Il Sole 24 ore” del 18 giugno 2016, un esempio d’eccellenza.

Di seguito riportiamo il redazionale pubblicato sabato 18 giugno 2016 sul quotidiano nazionale “Il sole 24 ore” nello spazio di approfondimento dedicato alle agenzie per il lavoro interinale considerate realtà eccellenti.

Articolo Il sole 24 ore Life in

La visione “rosa” che fa crescere il fatturato!

Ecco cosa dicono di noi sul “Giornale di Brescia” di martedì 14 giugno 2016…

Articolo Brescia Oggi Life in

“Agenzie neocomunitarie, STOP al DUMPING”

E’ in atto una stretta contro il dumping delle agenzie dei Paesi neocomunitari o italiane “estero vestite” nella somministrazione del lavoro che su assistenza e previdenza pagano aliquote più basse. I settori più esposti sono quelli dell’edilizia o dell’autotrasporto, dove – secondo stime del ministero del Lavoro – proviene dall’estero il 30% dei lavoratori operanti sul nostro territorio.

LifeIn-meeting

«Sui contributi previdenziali ed assistenziali le agenzie neocomunitarie risparmiano cira 20 punti percentuali, visto che pagano tra il 13 e il 15% contro il 33% medio italiano – spiega Paolo Pennesi direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro -. Inoltre sul fronte retributivo la stima è che paghino il 30-40% in meno. Finora è stato molto difficile verificare il rispetto del minimo contributivo contrattuale». La novità è rappresentata dalla Direttiva comunitaria 67/2014, in corso di recepimento: «Senza mettere in discussione il principio di libera circolazione – aggiunge Pennesi – prevede la cooperazione amministrativa per far adeguare le agenzie neocomunitarie alla disciplina dei paesi avanzati, la documentazione deve essere redatta in modo omogeneo, indicando nella nostra lingua quanto si retribuisce a fronte di quante ore di lavoro. Non basterà più solo l’iscrizione all’istituto previdenziale del paese d’origine ma andrà provato l’effettivo pagamento».

Un primo passo, in questa direzione, è rappresentato dallo schema di Dlgs 296 che disciplina il distacco transnazionale, approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 18 aprile e trasmesso alle Commissioni Lavoro di Camera e Senato. Stabilisce criteri puntuali per accertare l’autenticità del distacco e la reale “consistenza” dell’azienda che distacca: se si accerta che il distacco non è autentico, scatta una sanzione pecuniaria fino a 50mila euro ed il lavoratore si considera alle dipendenze dell’utilizzatore. E’ prevista la piena applicazione del principio di parità di trattamento rispetto ai lavoratori diretti di pari livello in Italia e viene sancita la responsabilità solidale dell’utilizzatore in caso di inadempimento degli obblighi retributivi e contributivi da parte del distaccante (anche in caso di somministrazione transnazionale).

«Apprezziamo l’attenzione del Governo su un tema che attiene al rispetto dei diritti dei lavoratori e al principio di leale concorrenza sul mercato – spiega Patrizia Fulgoni, consigliere di Assolavoro con delega alla legalità. Lo schema di Dlgs recepisce sostanzialmente in toto tutte le nostre proposte e punta ad eliminare alcune distorsioni che, seppure marginalmente, ancora risultano presenti. Ora confidiamo che il percorso legislativo prosegua rapidamente e senza ostacoli». Nello schema di Dlgs è stato introdotto un obbligo di nominare un referente in Italia, incaricato di inviare e ricevere i documenti: in caso di omissione, scatta una sanzione fino a 6mila euro.

“Dimissioni online: le risposte ai quesiti più ricorrenti.”

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, nei giorni scorsi sul proprio sito www.cliclavoro.gov.it, le ultime 2 FAQ in materia di procedura per le dimissioni online.

Letter of resignation

In particolare, il Ministero del Lavoro stabilisce che per i lavoratori domestici non si deve procedere né al sistema telematico né, tantomeno, alla procedura di convalida prevista dalla legge n. 92/2012, in quanto abrogata. Inoltre, la procedura telematica va effettuata anche per i rapporti di lavoro instaurati all’interno delle strutture di detenzione.

Per avere una visione completa dell’argomento, è il caso di rivederle tutte, insieme alla circolare n. 12/2016 e alle risposte che il Ministero del Lavoro ha fornito ai consulenti del lavoro.

  1. Quali categorie di lavoratori non dovranno utilizzare la procedura per presentare le proprie dimissioni o risoluzione consensuale?

Il Decreto Legislativo n.151/2015 esclude i lavoratori domestici, le risoluzioni consensuali raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale. Sono poi esclusi i genitori lavoratori nelle ipotesi indicate nell’articolo 55, comma 4 del Decreto Legislativo n.151/2001 che prevedono la convalida presso gli Uffici territoriali competenti. La circolare n.12/2016 specifica inoltre che non dovrà essere utilizzata la procedura nei casi di recesso durante il periodo di prova e per i rapporti di lavoro marittimo.

  1. La procedura dovrà essere utilizzata solo dai lavoratori del settore privato?

Sì, come indicato al punto 1.2 della circolare n.12/2016, la procedura non si applica ai rapporti di lavoro del pubblico impiego.

  1. Anche le lavoratrici che hanno pubblicato la data del loro matrimonio per cui vige il divieto di licenziamento devono effettuare la procedura?

Sì, anche in questo caso, dovrà essere compilato il modello telematico per presentare le proprie dimissioni o effettuare la risoluzione consensuale.

  1. La procedura dovrà essere utilizzata dai collaboratori coordinati e continuativi nei casi di recesso anticipato?

No, la procedura si applica ai rapporti di lavoro subordinato, così come indicato al punto 1.1 della circolare n.12/2016.

  1. L’interruzione anticipata del tirocinio prevede l’applicazione della procedura per le dimissioni volontarie?

No, perché il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro subordinato.

  1. Dovranno utilizzare la procedura anche i lavoratori che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata?

Sì.

  1. Nell’ipotesi di dimissioni presentate in data antecedente al 12 marzo 2016 ma la cui cessazione avvenga successivamente, per effetto della decorrenza del preavviso, è necessario utilizzare la procedura?

No. Il DM 15 dicembre 2015 disciplina le modalità di comunicazione delle dimissioni al momento in cui si manifesta la volontà e non già la data di decorrenza. Pertanto se le dimissioni sono state presentate prima del 12 marzo 2016 trova applicazione la normativa di cui alla legge n. 92/2012.

  1. Devo presentare le dimissioni o la risoluzione consensuale, come accedo alla procedura telematica in qualità di cittadino?

è necessario essere in possesso del PIN INPS dispositivo.

  1. A chi devo rivolgermi per ottenere il PIN INPS dispositivo?

Il PIN dispositivo è rilasciato dall’INPS e potrà essere richiesto online sul sito www.inps.it o recandosi presso una delle sedi territoriali dell’Istituto.

  1. Non conosco l’indirizzo PEC del datore di lavoro, cosa devo inserire?

è possibile inserire come recapito email anche una casella di posta non certificata.

  1. è necessario possedere il PIN INPS dispositivo e la firma digitale anche se si presentano le dimissioni “o la risoluzione consensuale” attraverso un soggetto abilitato?

No.

  1. Posso rivolgermi solo ad un soggetto abilitato presente nel mio luogo di residenza?

No, l’assistenza di un soggetto abilitato potrà essere richiesta sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla propria residenza o sede lavorativa.

  1. Il modello è disponibile anche in altre lingue?

Sì, è disponibile anche una versione del modello telematico in lingua tedesca, secondo quanto previsto dallo Statuto della Provincia Autonoma di Bolzano.

  1. Sono un soggetto abilitato come devo accedere alla procedura?

Sarà necessario registrarsi su Cliclavoro con il profilo di “Operatore” per ottenere le credenziali di accesso.

  1. Sono un consulente del lavoro, posso essere abilitato?

No, l’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015 non prevede che il singolo professionista possa ritenersi abilitato alla trasmissione dei modelli di dimissione o risoluzione consensuale del rapporto. Sono abilitate le Commissioni di certificazione istituite presso i consigli provinciali dei consulenti del lavoro ai sensi dell’articolo 76, comma 1 lett cter) del D.lgs. 276/2003.

  1. I lavoratori con contratto a tempo determinato che intendano dimettersi dovranno usare la nuova procedura?

Sì, come indicato al punto 1.1 della circolare n. 12/2016 le dimissioni da rapporto di lavoro a tempo determinato rientrano nel campo di applicazione della nuova procedura.

  1. La procedura influisce sul periodo di preavviso da parte del lavoratore?

No. Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sull’obbligo di preavviso in capo al lavoratore e non modifica la disciplina del rapporto e della sua risoluzione. Pertanto restano ferme le disposizioni di legge o contrattuali in materia di preavviso.

  1. Quale è la data di decorrenza da indicare nella compilazione del modello telematico?

La data di decorrenza delle dimissioni è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro cessa. Pertanto la data da indicare sarà quella del giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.

  1. Per gli esodi volontari effettuati a seguito di accordo sindacale aziendale e realizzati anche attraverso il Fondo di Solidarietà di categoria, la nuova procedura deve essere applicata?

La nuova procedura non trova applicazione se le risoluzioni consensuali sono state raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale (cd. Sedi “protette”), secondo quanto previsto dal comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.

  1. Il modulo telematico ha la funzione di convalidare delle dimissioni già presentate con altra forma o quella di comunicare la volontà di dimettersi?

Il modello telematico non ha la funzione di convalidare dimissioni rese in altra forma bensì introduce la “forma tipica” delle stesse che per essere efficaci devono essere presentate secondo le modalità introdotte dall’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.

  1. Nel caso in cui, dopo l’invio della comunicazione, il lavoratore si ammali durante il periodo di preavviso e il datore di lavoro deve rinviare la chiusura del rapporto di lavoro, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione?

In questo caso il lavoratore non deve revocare le dimissioni già comunicate perché la malattia non incide sulla sua manifestazione di volontà. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. L’eventuale discordanza tra la data di cessazione comunicata dal lavoratore e quella indicata dal datore di lavoro è del resto comprovata dallo stato di malattia del primo.

  1. Nell’ipotesi in cui il lavoratore e il datore di lavoro si accordino per modificare il periodo di preavviso, spostando quindi la data di decorrenza indicata nel modello telematico, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione?

Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sulle disposizioni relative al preavviso lasciando quindi alle parti la libertà di raggiungere degli accordi modificativi che spostino la data di decorrenza delle dimissioni o della risoluzione consensuale. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, senza che il lavoratore revochi le dimissioni trasmesse telematicamente.

  1. Se la data di decorrenza è stata inserita dal lavoratore calcolando erroneamente il preavviso e sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni, come può essere comunicata la data di cessazione esatta?

La procedura telematica introdotta dall’articolo 26 del D.lgs.151/20015 e dal DM del 15 dicembre 2015 interviene sulle modalità di manifestazione della volontà, la quale non viene inficiata da un eventuale errore di calcolo o di imputazione. In questa ipotesi, la Comunicazione obbligatoria di cessazione, da effettuare secondo le vigenti disposizioni normative, fornisce l’informazione esatta sull’effettiva estinzione del rapporto di lavoro.

  1. Le aziende come possono visualizzare le comunicazioni relative alle dimissioni volontarie o alle risoluzioni consensuali dei propri dipendenti?

Accedendo alla propria Area riservata del portale Cliclavoro, le aziende possono ricercare le comunicazioni nella sezione “Dimissioni volontarie”.

  1. I soggetti abilitati sono responsabili dell’accertamento del’identità del lavoratore che richiede la trasmissione del modello telematico?

Sì, come specificato nell’allegato B del DM 15 dicembre 2015. I soggetti abilitati dovranno quindi adottare tutte le misure idonee all’accertamento dell’identità del lavoratore che si reca presso le loro sedi per accedere alla procedura telematica.

  1. Le Commissioni di certificazione costituite presso le DTL in che modo possono assistere il lavoratore nella trasmissione del modello telematico?

Come chiarito nella Nota direttoriale del 24 marzo 2016 , la procedura può essere esercitata direttamente dal Direttore della DTL, in qualità di Presidente della Commissione, anche per il tramite del personale appositamente incaricato.

27. Le dimissioni possono essere presentate anche rivolgendosi alle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile. Tale disposizione, a sua volta, rinvia tra gli altri all’articolo 411 C.P.C. che individua, testualmente, la “sede sindacale”. Cosa si intende esattamente per “sede sindacale”?

Tale espressione indica, di prassi, l’ipotesi in cui il lavoratore pone in essere determinati atti con l’assistenza di un sindacalista di sua fiducia. E’ quindi sufficiente che la formalizzazione delle dimissioni o della risoluzione consensuale avvenga alla presenza di un sindacalista, in quanto la stessa costituisce garanzia circa la spontaneità e la consapevolezza dell’atto.

  1. In caso d’invio di dimissioni telematiche errate perché non rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 26 del D.lgs.151/2015, quelle telematiche vanno revocate?

No, in questo caso non è necessaria la revoca.

  1. Se la data di decorrenza delle dimissioni coincide con il sabato o un giorno festivo, quale giorno andrà inserito?

La nuova modalità telematica di trasmissione delle dimissioni non ha innovato la disciplina giuridica che regola il rapporto di lavoro, ma solo la modalità di tale trasmissione. Se il contratto collettivo o individuale applicato non dispone nulla in proposito, il conteggio dei giorni comprende giorni consecutivi e quindi il primo giorno non lavorato può coincidere con un giorno festivo.

  1. I lavoratori assunti presso una società privata a totale partecipazione pubblica dovranno effettuare la procedura?

Sì, in quanto la procedura deve essere effettuata con riferimento ai rapporti di lavoro privati, come ha specificato la circolare n.12/2016, a prescindere dalla natura del datore di lavoro.

  1. Per i rapporti di lavoro domestico in somministrazione si applica la nuova procedura?

Il rapporto di lavoro in questa ipotesi intercorre tra l’agenzia di somministrazione ed il lavoratore. La procedura telematica deve essere quindi seguita dal lavoratore in somministrazione, in quanto tale rapporto non rientra tra le fattispecie escluse, di cui all’art. 26, comma 7, D.lgs. 151/2015 e riprese dalla circolare n. 12 del 4 marzo 2016.

  1. La comunicazione obbligatoria di cessazione è valida anche se il lavoratore non ha proceduto con l’invio del modello telematico relativo alle proprie dimissioni o alla risoluzione consensuale?

La comunicazione obbligatoria di cessazione è inefficace se non è stata preceduta da una comunicazione del lavoratore resa con le modalità telematiche di cui al DM 15 dicembre 2015.

  1. Se il lavoratore rassegna le proprie dimissioni e, nonostante i solleciti, non compila la prevista procedura online, il datore di lavoro come si deve comportare?

Le dimissioni vanno rassegnate esclusivamente con il modello introdotto dal DM 15 dicembre 2015. Diversamente il datore di lavoro dovrà rescindere il rapporto di lavoro.

  1. Sono tenuti ad adottare la procedura on line anche il direttore generale e l’amministratore delegato di un’azienda con la quale sussiste un rapporto di lavoro subordinato?

Sì.

  1. Quali conseguenze ha il rapporto di lavoro nel caso in cui un lavoratore, oppure il sistema in automatico, compili in modo errato l’indirizzo email del datore di lavoro?Il datore di lavoro ha a disposizione sulla sua pagina personale tutte le comunicazioni di competenza. A partire dal 1° aprile 2016 è stato attivato uno specifico servizio che notifica al lavoratore il mancato recapito, invitandolo a modificare l’indirizzo email errato (o sconosciuto).
  2. Se le parti si accordano di revocare le dimissioni dopo i 7 giorni dalla trasmissione del modello telematico, quale procedura deve essere adottata?

La data di effettiva decorrenza della cessazione del rapporto di lavoro è quella che risulta dalla comunicazione obbligatoria. In assenza di tale comunicazione, il rapporto di lavoro risulta ancora in essere. Tali informazioni sono messe a disposizione delle direzioni territoriali del lavoro che riceveranno notifica delle comunicazioni di dimissioni/risoluzione consensuale non seguite da comunicazione obbligatoria.

  1. Le dimissioni per giusta causa devono essere comunicate telematicamente?

Sì, nella compilazione è possibile inserire “Dimissioni per giusta causa” come Tipologia di comunicazione.

  1. Se le dimissioni per giusta causa sono state comunicate con modalità telematiche quando non era possibile indicare la specifica tipologia, sono comunque efficaci?

Sì, il modello telematico evidenzia solo la genuinità delle dimissioni. La “giusta causa” sarà comprovata dagli uffici competenti secondo le modalità vigenti.

  1. Alla luce dell’espressa esclusione dei rapporti di lavoro domestico dalla disciplina introdotta dall’art. 26 del D. Lgs. 151/2015, a questa tipologia di dimissioni si applicano ancora le procedure di convalida di cui alla l. 92/2012?

No, in quanto le disposizioni dei commi da 17 a 23-bis dell’articolo 4 della Legge n.92/2012 sono abrogate a partire dal 12 marzo 2016. Non è prevista nell’articolo 26 comma 8 la loro ultrattività in via residuale per le ipotesi di esclusione specificate nella circolare n.12/2016 nel punto 1.2.

  1. L’obbligo di effettuare le dimissioni e le risoluzioni consensuali in via telematica riguarda anche i rapporti di lavoro instaurati all’interno delle strutture di detenzione?

Sì, in tal caso il dipendente in carcere può delegare l’assistente sociale presente presso la casa circondariale a rappresentarlo presso un soggetto abilitato.

Scarica il PDF con le faq aggiornate

Per un colloquio di successo, gioca bene le tue carte!

Per molte persone un colloquio di lavoro è estremamente stressante. Tanto lo si è desiderato, ma quando finalmente l’occasione arriva, insieme alla tensione aumenta il rischio di vanificare sacrifici e aspettative. Ecco perché un colloquio di successo va preparato.

Mai citazione può essere più azzeccata quando ci si presenta ad un colloquio di lavoro anche se le vostre credenziali sulla carta sono state sufficienti a farvelo ottenere.

A decidere se il lavoro vostro è la buona impressione che saprete suscitare. In questo articolo vogliamo darvi alcuni suggerimenti per lasciare un’impressione forte, duratura e preparavi ad un colloquio di successo.

Siate puntuali e portate con voi la documentazione necessaria

Poche cose creano un’impressione più negativa che arrivare in ritardo. Cercate di arrivare 10-15 minuti Pianificate il percorso in anticipo, cercate di arrivare una decina di minuti in anticipo e assicuratevi di disporre di tutti i documenti e dei moduli necessari. Anche se avete già inviato il CV via e-mail, portate una copia cartacea al colloquio. Inoltre, prendete nota del nome della persona o delle persone con cui state per incontrarvi.

Prestate attenzione al dress code

Quello che si indossa durante un colloquio gioca un ruolo importante nel modo in cui sarete percepiti. Prendetevi del tempo per capire quale è il dress code della società. Se non siete sicuri, piuttosto orientatevi verso qualcosa di molto classico per suscitare una buona impressione al colloquio. Per un colloquio di successo, non mettete troppa pelle in mostra, assicuratevi che i vestiti cadano bene, che siano ben lavati e stirati ed evitate gioielli appariscenti.

Informatevi sull’azienda

Guardate il sito web dell’azienda, consultate i report annuali e leggete le newsletter aziendali. Cercate di informarvi sulla struttura interna, sugli obiettivi a lungo termine e sulla filosofia aziendale. Restate sempre più informazioni trovate, meglio potrete prepararvi al colloquio di successo.

Esaminate a fondo la job description

Esaminate in modo approfondito la job description. In base a come si presenta l’annuncio di lavoro, potete  facilmente capire quali domande vi saranno rivolte in sede di colloquio e focalizzatevi su quali sono i vostri punti di forza,i cosa vi ha spinto a candidarvi e spiegatelo durante il vostro colloquio di successo.

Esercitatevi in ciò che direte

Fate una ricerca su quali sono le domande più comuni in un colloquio di successo e provate le vostre risposte. Esercitatevi nella vostra presentazione e fate un pò di praticata nelle risposte in modo da raggiungere una maggior disinvoltura e affrontare il colloquio di successo.

Siate positivi

Per fare una buona impressione al colloquio, iniziate con un sorriso genuino e salutate il vostro interlocutore con una vigorosa stretta di mano. Cercate di controllare il tono della voce e i movimenti del corpo e date risposte precise e concise all’argomento di cui si sta parlando o alla domanda specifica.

Non trascurare il dopo

Lasciate un’ultima buona impressione al colloquio, salutando con un’altra vigorosa stretta di mano e un “grazie” genuino e ricordatevi che è buona cosa inviare una mail al vostro interlocutore un paio di giorni dopo per ringraziare nuovamente e ribadire il vostro interesse per la posizione lavorativa.

Ricordatevi che se vi hanno chiamato c’è una ragione

Nessuna azienda invita un candidato a un colloquio se non è davvero interessata. Ricordatevi di questo: vi aiuterà  a mantenere un atteggiamento fiducioso e tranquillo durante il colloquio di successo.

“Il Prospetto Informativo di Assolavoro per contrastare la concorrenza sleale”

Presentato a Roma nei giorni scorsi il Prospetto Informativo riguardante la “Somministrazione Transnazionale di Lavoro” in occasione dell’evento “JOBSACT E POLITICHE ATTIVE: FLESSIBILITÀ, TUTELE E SERVIZI EFFICIENTI”promosso da Assolavoro e patrocinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La moltitudine di aziende che oggi nel nostro Paese si rivolge alle Agenzie per il Lavoro, per l’assunzione di personale, nella maggior parte dei casi, non è a conoscenza di tutti i termini legislativi relativi alla somministrazione, e spesso rischia di esporsi involontariamente a livello economico, legale e di reputazione.
Da qui la necessità di produrre un documento capace di fare ordine e chiarezza sulle norme relative alla somministrazione transazionale di lavoro e all’impiego, nel nostro Paese, di lavoratori stranieri distaccati da Agenzie comunitarie che consideri i diversi punti di vista, e tutti gli attori coinvolti.

Le Agenzie comunitarie, le aziende che impiegano lavoratori stranieri somministrati da Agenzie comunitarie e il Ministero del Lavoro in caso di accesso ispettivo.
L’atteso documento è stato presentato ufficialmente a Roma presso la sede del Cnel da Patrizia Fulgoni (Consigliere Assolavoro, con delega a Legalità Esterna e Lotta alle Forme di Lavoro Spurie e Presidente Life in) durante l’evento intitolato “Jobsact e Politiche Attive: Flessibilità, Tutele e Servizi Efficienti”.
Si tratta del Prospetto Informativo riguardante la “Somministrazione Transnazionale di Lavoro” e rappresenta il contributo che Assolavoro vuole offrire sul fronte della legalità, della trasparenza, della chiarezza e della qualificazione del mercato.

_MIS2651
Patrizia Fulgoni (Consigliere Assolavoro con delega a Legalità Esterna e Lotta alle Forme di Lavoro Spurie) nel corso del suo intervento al Cnel

Un documento importantissimo, come riferito da Patrizia Fulgoni, che vuole diventare strumento operativo per i nostri colleghi e i nostri clienti al fine di approfondire la conoscenza di una realtà su cui, ancora oggi, c’è molta confusione.
Un significativo passo in avanti rivolto a tutelare le aziende e contrastare la concorrenza sleale di operatori che non rispondono ai rigidi requisiti previsti dalla normativa vigente per poter operare sul territorio nazionale, a partire dall’iscrizione all’apposito albo informatico del Ministero del Lavoro.

 

 

Clicca qui per visualizzare il documento PDF del Prospetto Informativo “Somministrazione transnazionale di lavoro”

Del resto i dati degli ultimi anni parlano chiaro e non si può negare che Le Agenzie per il lavoro hanno acquisito nel corso del tempo una funzione nuova, più ampia e strategica, rispondendo tempestivamente alle esigenze delle persone in cerca di lavoro e più complessivamente del mercato.

Sono oltre 20mila i nuovi assunti a tempo indeterminato tramite Agenzie per il lavoro nel corso del 2015.
Dai 15.815 del dicembre 2014, infatti, si passa ai 36.934 di 12 mesi dopo, con un incremento del 133,5%. I lavoratori a tempo indeterminato tramite Agenzie superano così la soglia del 10% sul totale dei somministrati.
Il monte retributivo dei lavoratori in somministrazione aumenta del 18,8 per cento. Il rapporto fra occupazione in somministrazione e occupazione totale, a dicembre 2015, passa all’1,62% contro l’1,41% dello stesso mese del 2014.
Secondo i dati riportati da Assolavoro, grazie al Jobs act gli assunti a tempo indeterminato tramite Agenzia sono più che raddoppiati in un solo anno e le retribuzioni medie sono cresciute più che proporzionalmente, il che implica una maggiore professionalità nelle figure occupate attraverso le Agenzie. La sfida per il 2016 è rappresentata dalle politiche attive per il Lavoro e le Agenzie sono in prima linea per inserire, formare e reinserire il maggior numero possibile di persone grazie a una virtuosa interazione con la rete del lavoro e l’Anpal.

Sempre in occasione dell’evento a Roma, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha confermato la volontà di arrivare ad un costo del lavoro più basso in modo strutturale.
Poletti ha spiegato, “la nostra scelta è rendere strutturale il fatto che il costo del lavoro stabile deve essere più basso del lavoro precario e a termine. Questa era la condizione terribile del periodo precedente, noi abbiamo cambiato le regole e quindi stabilizzeremo la situazione di fatto per cui i contratti a tempo indeterminato costino di meno”.

Le proposte delle Agenzie per il Lavoro su questo fronte ruotano intorno a 6 punti chiave: processi operativi non frammentati, informazioni sulla platea degli utenti integrate e condivise tra tutti gli operatori, la definizione di standard di servizio validi su tutto il territorio nazionale e in tutti gli sportelli, il ranking per misurare la qualità dei singoli operatori, una modulazione delle premialità in relazione sia ai differenti profili dei candidati sia al contratto di lavoro “di sbocco” delle politiche attive messe in campo, una definizione di offerta congrua a monte, che tuteli chi cerca una occupazione e che tenga al riparo dal rischio contenziosi.

Life in con le sue 11 filiali sul territorio Nazionale opera da quasi un decennio in questa direzione, nel rispetto del Lavoro, delle Aziende e dei Lavoratori, aderendo alla linea da sempre promossa dal Ministero del Lavoro secondo cui in caso di distacco/somministrazione dei lavoratori stranieri in Italia, si applicano le tutele lavoristiche previste dalla legge del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, e quindi in primo luogo, il principio di parità di trattamento retributivo e normativo.

“Hai un’azienda? ll fattore umano al primo posto”

Fattore umano in azienda: oggi parliamo di un argomento che ci sta a cuore.

Riteniamo che le imprese siano fatte prima di tutto dalle persone, ognuna con la sua vita, le sue capacità professionali, i suoi punti deboli e quelli di forza, la sua personalità e un’emotività che la contraddistingue.

A questo proposito Andrew Carnegie, famoso imprenditore britannico di fine 800, diceva: “Portatemi via la mia gente e lasciatemi le aziende vuote e presto l’erba crescerà sul pavimento dei reparti. Portatemi via le aziende e lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrà aziende migliori di prima.”

E’ passato più di un secolo, ma non possiamo che pensarla ancora così.

Oggi le imprese devono confrontarsi con una realtà molto complessa, figlia della globalizzazione, che ha stimolato una maggiore consapevolezza dei clienti e l’alto livello di concorrenza, passando per la nascita di nuovi canali di comunicazione.

Allo stesso tempo, l’innovazione continua è una grossa opportunità per gli imprenditori, che devono aggiornarsi, informarsi costantemente e circondarsi di professionalità competenti. La messa in gioco è alta: le aziende che non riescono a mantenere il passo, rischiano di andare in crisi e fallire.

Oggi le competenze richieste sono sempre più specifiche e per vincere si deve formare una squadra. Infatti è raro che gli imprenditori possano andare lontano, contando solo sulle proprie forze: devono però essere grandi leader, capaci di condurre la squadra verso il traguardo.

Le aziende oggi sono formate da tante persone, ognuna con le sue mansioni e peculiarità. I leader devono imparare a valutare sia le competenze professionali, sia a tenere conto delle differenze caratteriali e mescolare bene le diverse identità, per ricreare il clima e l’armonia necessari a lavorare bene.

Solo con questi presupposti una squadra può vincere la sua sfida: noi la chiamiamo sinergia del team. Si tratta di un’alchimia particolare, dove le persone sono come meccanismi e riescono a girare insieme, costruendo una macchina che si impegna al massimo per andare lontano. Lo si fa con il sorriso, la passione, la motivazione.

Gli imprenditori di oggi devono tener conto di questo aspetto quando assumono o compongono il team che lavorerà ad un progetto e incentrare subito il lavoro sulla motivazione delle persone.

A tal proposito ci viene in mente una bella frase di Armando Marchi, il fondatore dei Barilla Lab che invita le aziende ad agire in questo modo:

“Inserire l’agire economico e lavorativo in una catena che porta al bene comune, producendo comportamenti dettati dalla responsabilità, e soprattutto liberi d’interpretare il proprio ruolo seguendo attitudini e aspirazioni personali e non imposte.”

Questo è un concetto di impresa innovativo che si slega dal paternalismo di vecchio stampo, dove gli ordini venivano impartiti dall’alto, mai condivisi con il resto del gruppo, introdotti senza alcuna discussione e precisazione a riguardo. Il dialogo era un intralcio, una perdita di tempo e perciò veniva visto come un problema da evitare.

Nella nostra grande squadra le persone stanno al centro dell’azienda, prima del fatturato, prima degli obiettivi e operiamo perché questo concetto sia trasmesso anche agli imprenditori con cui collaboriamo per affiancarli nella ricerca e la selezione del personale nel modo più veloce ed efficiente, grazie al nostro approccio.

Scopri come facciamo!