Business vincente quando in azienda ci sono le donne!

Una ricerca del gruppo Sodexo prende in esame i dati forniti da 50mila manager di 70 aziende internazionali nel quinquennio 2011-2016. Quando le donne superano  il 40%  crescono anche la fidelizzazione della clientela e la sicurezza sul lavoro.

Se anche non si raggiunge la parità perfetta tra dipendenti uomini e donne, basta che la quota femminile salga al 40 per cento perché un’azienda veda salire la sua produttività dell’8 per cento. Le imprese in cui si investe sull’equilibrio di genere sono vincenti, lo suggerisce, una volta di più, uno studio del gruppo Sodexo, impresa che offre servizi integrati alle aziende. La ricerca ha aggregato i dati forniti da 50mila manager di 70 aziende internazionali nel quinquennio 2011-2016, con l’obiettivo, appunto, di indagare sugli effetti positivi del bilanciamento di genere nelle aziende.

La fidelizzazione della clientela
I dati più importanti riguardano produttività aziendale e tasso di partecipazione dei dipendenti, che nelle imprese in cui l’equilibrio di genere è rispettato aumentano rispettivamente dell’8 e del 12 per cento. Altro valore indicativo è l’incremento della sicurezza sul posto di lavoro dove, grazie alle donne, si verificano meno incidenti e la sicurezza cresce del 12 per cento.
Si registrano poi un incremento dell’8 per cento rispetto alla media del tasso di conservazione dei dipendenti e una maggiore presenza di donne assicura anche la fidelizzazione della clientela, con un +9 per cento nella capacità di conservare almeno il 90 per cento dei propri clienti.

Impegno e produttività
“L’equilibrio di genere, insieme a una cultura inclusiva, aiuta a migliorare l’innovazione, l’impegno e la produttività – osserva Rohini Anand, Vicepresidente senior Corporate Responsability and Global Chief Diversity Officer di Sodexo – I dati dimostrano che non è soltanto una questione etica, perché la parità tra sessi incontra gli interessi delle parti interessate. Uomini e donne insieme hanno più successo e il talento, l’impegno e la costanza femminili sono un valore aggiunto per le aziende”.
“Sperimentiamo  cosa significhi tutto ciò nella nostra azienda  – osserva Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – visto che a oggi il 59 per cento dei gruppi ha uomini e donne in percentuali uguali e il nostro obiettivo è quello di allargare questo risultato a tutti i settori entro il 2025”.

Il PIL
Una ricerca del McKinsey Global Institute ha calcolato che a livello mondiale le donne generano il 37 per cento del PIL, nonostante rappresentino il 50 per cento della popolazione in età lavorativa. Un rapporto Eurostat, pubblicato a marzo dell’anno scorso, indicava che le donne in posizioni di vertice nelle aziende italiane sono soltanto il 22 per cento, poco più di una su cinque. E anche quando riescono a raggiungere ruoli dirigenziali guadagnano meno dei colleghi, in percentuale il 33,5 per cento in meno all’ora rispetto ai maschi, una differenza di quasi 15 euro ogni ora di lavoro.

ASSOLAVORO. RAMAZZA ELETTO NUOVO PRESIDENTE

L’Assemblea di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro, ha eletto all’unanimità Presidente per il prossimo triennio Alessandro Ramazza, che succede a Stefano Scabbio.

21 dicembre 2017. L’Assemblea diAssolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro, ha eletto all’unanimità Presidente per il prossimo triennio Alessandro Ramazza, che succede a Stefano Scabbio.

Completano la squadra di Presidenza: Riccardo Barberis (delegato ai rapporti con le altre Associazioni di Categoria), Patrizia Fulgoni (con delega al contrasto alle Forme Spurie di Lavoro), Andrea Malacrida (delega per lo “Scenario Digitale”) e Giuseppe Venier (“Organizzazione e Servizi per gli Associati”).

“Ringrazio per la fiducia accordatami tutte le Agenzie per il Lavoro associate. – ha detto Ramazza. E ringrazio in particolare il Presidente uscente, Stefano Scabbio, e tutti i componenti della sua presidenza per il lavoro svolto negli ultimi anni. L’Associazione e il settore sono oggi ulteriormente coesi e rafforzati, pronti per affrontare nuove sfide”.

“Il settore delle Agenzie per il Lavoro svolge un ruolo chiave per fornire soluzioni innovative che indirizzino le sfide di un mercato del lavoro in continuo cambiamento. – ha aggiunto il neo Presidente dell’Associazione delle Agenzie per il Lavoro – Come facilitatori, le Agenzie per il Lavoro contribuiscono a migliorare l’economia proponendo opportunità di impiego, sicurezza e continuità e offrendo un futuro sostenibile alle persone e all’intero settore”.

“L’obiettivo principale da perseguire in qualità di Associazione – ha poi evidenziato il neo Presidentedi Assolavoro – continuerà ad essere il sostegno alla flessibilità “buona” cogliendo le numerose opportunità di sviluppo per il nostro mercato, quali, ad esempio, la valorizzazione del servizio che forniamo al sistema delle imprese selezionando i migliori talenti e fornendo i profili più adeguati, il servizio che forniamo ai lavoratori con la formazione per sostenere la loro occupabilità e la loro tutela con il sistema di welfare bilaterale che eroga E.Bi.Temp”.

“Opportunità ma anche sfide importanti da affrontare coesi tra cui la carenza di alcuni profili professionali, l’aumento dell’età media degli occupati, la digitalizzazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, la gestione delle fasi di transizione dallo studio al lavoro e da lavoro a lavoro, in un mercato spesso ancora non semplice per i giovani” – ha concluso Ramazza”.

 

Profilo Alessandro Ramazza

Consigliere Delegato di Randstad Group Italia e Presidente di Intempo

Alessandro Ramazza è Consigliere Delegato di Randstad Group Italia ed è Presidente di Intempo, l’Agenzia per il Lavoro, appartenente al gruppo Randstad, leader nel settore portuale e logistico.

Dal 2005 al 2017 è stato Presidente del gruppo Obiettivo Lavoro, dove è entrato nel 2004 come Direttore Sviluppo e Diversificazione.

Precedentemente è stato Direttore del Personale in Consorzi di Costruzione dell’Alta Velocità e presso C.M.C. di Ravenna.

E’ stato Assessore alla Formazione e Lavoro alla Provincia di Bologna e Consigliere Comunale a Bologna, dove ha ricoperto incarichi di direzione politica nel partito dei Democratici di Sinistra.

E’ laureato in Economia e ha frequentato Master alla London Business School e alla London School of Economics.

Classe 1955, è nato e vive a Bologna, è coniugato e ha due figlie.

 

LIFE IN su “Il Sole 24 ore” del 18 giugno 2016, un esempio d’eccellenza.

Di seguito riportiamo il redazionale pubblicato sabato 18 giugno 2016 sul quotidiano nazionale “Il sole 24 ore” nello spazio di approfondimento dedicato alle agenzie per il lavoro interinale considerate realtà eccellenti.

Articolo Il sole 24 ore Life in

La visione “rosa” che fa crescere il fatturato!

Ecco cosa dicono di noi sul “Giornale di Brescia” di martedì 14 giugno 2016…

Articolo Brescia Oggi Life in

“Dimissioni online: le risposte ai quesiti più ricorrenti.”

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, nei giorni scorsi sul proprio sito www.cliclavoro.gov.it, le ultime 2 FAQ in materia di procedura per le dimissioni online.

Letter of resignation

In particolare, il Ministero del Lavoro stabilisce che per i lavoratori domestici non si deve procedere né al sistema telematico né, tantomeno, alla procedura di convalida prevista dalla legge n. 92/2012, in quanto abrogata. Inoltre, la procedura telematica va effettuata anche per i rapporti di lavoro instaurati all’interno delle strutture di detenzione.

Per avere una visione completa dell’argomento, è il caso di rivederle tutte, insieme alla circolare n. 12/2016 e alle risposte che il Ministero del Lavoro ha fornito ai consulenti del lavoro.

  1. Quali categorie di lavoratori non dovranno utilizzare la procedura per presentare le proprie dimissioni o risoluzione consensuale?

Il Decreto Legislativo n.151/2015 esclude i lavoratori domestici, le risoluzioni consensuali raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale. Sono poi esclusi i genitori lavoratori nelle ipotesi indicate nell’articolo 55, comma 4 del Decreto Legislativo n.151/2001 che prevedono la convalida presso gli Uffici territoriali competenti. La circolare n.12/2016 specifica inoltre che non dovrà essere utilizzata la procedura nei casi di recesso durante il periodo di prova e per i rapporti di lavoro marittimo.

  1. La procedura dovrà essere utilizzata solo dai lavoratori del settore privato?

Sì, come indicato al punto 1.2 della circolare n.12/2016, la procedura non si applica ai rapporti di lavoro del pubblico impiego.

  1. Anche le lavoratrici che hanno pubblicato la data del loro matrimonio per cui vige il divieto di licenziamento devono effettuare la procedura?

Sì, anche in questo caso, dovrà essere compilato il modello telematico per presentare le proprie dimissioni o effettuare la risoluzione consensuale.

  1. La procedura dovrà essere utilizzata dai collaboratori coordinati e continuativi nei casi di recesso anticipato?

No, la procedura si applica ai rapporti di lavoro subordinato, così come indicato al punto 1.1 della circolare n.12/2016.

  1. L’interruzione anticipata del tirocinio prevede l’applicazione della procedura per le dimissioni volontarie?

No, perché il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro subordinato.

  1. Dovranno utilizzare la procedura anche i lavoratori che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata?

Sì.

  1. Nell’ipotesi di dimissioni presentate in data antecedente al 12 marzo 2016 ma la cui cessazione avvenga successivamente, per effetto della decorrenza del preavviso, è necessario utilizzare la procedura?

No. Il DM 15 dicembre 2015 disciplina le modalità di comunicazione delle dimissioni al momento in cui si manifesta la volontà e non già la data di decorrenza. Pertanto se le dimissioni sono state presentate prima del 12 marzo 2016 trova applicazione la normativa di cui alla legge n. 92/2012.

  1. Devo presentare le dimissioni o la risoluzione consensuale, come accedo alla procedura telematica in qualità di cittadino?

è necessario essere in possesso del PIN INPS dispositivo.

  1. A chi devo rivolgermi per ottenere il PIN INPS dispositivo?

Il PIN dispositivo è rilasciato dall’INPS e potrà essere richiesto online sul sito www.inps.it o recandosi presso una delle sedi territoriali dell’Istituto.

  1. Non conosco l’indirizzo PEC del datore di lavoro, cosa devo inserire?

è possibile inserire come recapito email anche una casella di posta non certificata.

  1. è necessario possedere il PIN INPS dispositivo e la firma digitale anche se si presentano le dimissioni “o la risoluzione consensuale” attraverso un soggetto abilitato?

No.

  1. Posso rivolgermi solo ad un soggetto abilitato presente nel mio luogo di residenza?

No, l’assistenza di un soggetto abilitato potrà essere richiesta sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla propria residenza o sede lavorativa.

  1. Il modello è disponibile anche in altre lingue?

Sì, è disponibile anche una versione del modello telematico in lingua tedesca, secondo quanto previsto dallo Statuto della Provincia Autonoma di Bolzano.

  1. Sono un soggetto abilitato come devo accedere alla procedura?

Sarà necessario registrarsi su Cliclavoro con il profilo di “Operatore” per ottenere le credenziali di accesso.

  1. Sono un consulente del lavoro, posso essere abilitato?

No, l’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015 non prevede che il singolo professionista possa ritenersi abilitato alla trasmissione dei modelli di dimissione o risoluzione consensuale del rapporto. Sono abilitate le Commissioni di certificazione istituite presso i consigli provinciali dei consulenti del lavoro ai sensi dell’articolo 76, comma 1 lett cter) del D.lgs. 276/2003.

  1. I lavoratori con contratto a tempo determinato che intendano dimettersi dovranno usare la nuova procedura?

Sì, come indicato al punto 1.1 della circolare n. 12/2016 le dimissioni da rapporto di lavoro a tempo determinato rientrano nel campo di applicazione della nuova procedura.

  1. La procedura influisce sul periodo di preavviso da parte del lavoratore?

No. Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sull’obbligo di preavviso in capo al lavoratore e non modifica la disciplina del rapporto e della sua risoluzione. Pertanto restano ferme le disposizioni di legge o contrattuali in materia di preavviso.

  1. Quale è la data di decorrenza da indicare nella compilazione del modello telematico?

La data di decorrenza delle dimissioni è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro cessa. Pertanto la data da indicare sarà quella del giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.

  1. Per gli esodi volontari effettuati a seguito di accordo sindacale aziendale e realizzati anche attraverso il Fondo di Solidarietà di categoria, la nuova procedura deve essere applicata?

La nuova procedura non trova applicazione se le risoluzioni consensuali sono state raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale (cd. Sedi “protette”), secondo quanto previsto dal comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.

  1. Il modulo telematico ha la funzione di convalidare delle dimissioni già presentate con altra forma o quella di comunicare la volontà di dimettersi?

Il modello telematico non ha la funzione di convalidare dimissioni rese in altra forma bensì introduce la “forma tipica” delle stesse che per essere efficaci devono essere presentate secondo le modalità introdotte dall’articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.

  1. Nel caso in cui, dopo l’invio della comunicazione, il lavoratore si ammali durante il periodo di preavviso e il datore di lavoro deve rinviare la chiusura del rapporto di lavoro, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione?

In questo caso il lavoratore non deve revocare le dimissioni già comunicate perché la malattia non incide sulla sua manifestazione di volontà. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. L’eventuale discordanza tra la data di cessazione comunicata dal lavoratore e quella indicata dal datore di lavoro è del resto comprovata dallo stato di malattia del primo.

  1. Nell’ipotesi in cui il lavoratore e il datore di lavoro si accordino per modificare il periodo di preavviso, spostando quindi la data di decorrenza indicata nel modello telematico, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione?

Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sulle disposizioni relative al preavviso lasciando quindi alle parti la libertà di raggiungere degli accordi modificativi che spostino la data di decorrenza delle dimissioni o della risoluzione consensuale. Sarà cura del datore di lavoro indicare l’effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, senza che il lavoratore revochi le dimissioni trasmesse telematicamente.

  1. Se la data di decorrenza è stata inserita dal lavoratore calcolando erroneamente il preavviso e sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni, come può essere comunicata la data di cessazione esatta?

La procedura telematica introdotta dall’articolo 26 del D.lgs.151/20015 e dal DM del 15 dicembre 2015 interviene sulle modalità di manifestazione della volontà, la quale non viene inficiata da un eventuale errore di calcolo o di imputazione. In questa ipotesi, la Comunicazione obbligatoria di cessazione, da effettuare secondo le vigenti disposizioni normative, fornisce l’informazione esatta sull’effettiva estinzione del rapporto di lavoro.

  1. Le aziende come possono visualizzare le comunicazioni relative alle dimissioni volontarie o alle risoluzioni consensuali dei propri dipendenti?

Accedendo alla propria Area riservata del portale Cliclavoro, le aziende possono ricercare le comunicazioni nella sezione “Dimissioni volontarie”.

  1. I soggetti abilitati sono responsabili dell’accertamento del’identità del lavoratore che richiede la trasmissione del modello telematico?

Sì, come specificato nell’allegato B del DM 15 dicembre 2015. I soggetti abilitati dovranno quindi adottare tutte le misure idonee all’accertamento dell’identità del lavoratore che si reca presso le loro sedi per accedere alla procedura telematica.

  1. Le Commissioni di certificazione costituite presso le DTL in che modo possono assistere il lavoratore nella trasmissione del modello telematico?

Come chiarito nella Nota direttoriale del 24 marzo 2016 , la procedura può essere esercitata direttamente dal Direttore della DTL, in qualità di Presidente della Commissione, anche per il tramite del personale appositamente incaricato.

27. Le dimissioni possono essere presentate anche rivolgendosi alle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile. Tale disposizione, a sua volta, rinvia tra gli altri all’articolo 411 C.P.C. che individua, testualmente, la “sede sindacale”. Cosa si intende esattamente per “sede sindacale”?

Tale espressione indica, di prassi, l’ipotesi in cui il lavoratore pone in essere determinati atti con l’assistenza di un sindacalista di sua fiducia. E’ quindi sufficiente che la formalizzazione delle dimissioni o della risoluzione consensuale avvenga alla presenza di un sindacalista, in quanto la stessa costituisce garanzia circa la spontaneità e la consapevolezza dell’atto.

  1. In caso d’invio di dimissioni telematiche errate perché non rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 26 del D.lgs.151/2015, quelle telematiche vanno revocate?

No, in questo caso non è necessaria la revoca.

  1. Se la data di decorrenza delle dimissioni coincide con il sabato o un giorno festivo, quale giorno andrà inserito?

La nuova modalità telematica di trasmissione delle dimissioni non ha innovato la disciplina giuridica che regola il rapporto di lavoro, ma solo la modalità di tale trasmissione. Se il contratto collettivo o individuale applicato non dispone nulla in proposito, il conteggio dei giorni comprende giorni consecutivi e quindi il primo giorno non lavorato può coincidere con un giorno festivo.

  1. I lavoratori assunti presso una società privata a totale partecipazione pubblica dovranno effettuare la procedura?

Sì, in quanto la procedura deve essere effettuata con riferimento ai rapporti di lavoro privati, come ha specificato la circolare n.12/2016, a prescindere dalla natura del datore di lavoro.

  1. Per i rapporti di lavoro domestico in somministrazione si applica la nuova procedura?

Il rapporto di lavoro in questa ipotesi intercorre tra l’agenzia di somministrazione ed il lavoratore. La procedura telematica deve essere quindi seguita dal lavoratore in somministrazione, in quanto tale rapporto non rientra tra le fattispecie escluse, di cui all’art. 26, comma 7, D.lgs. 151/2015 e riprese dalla circolare n. 12 del 4 marzo 2016.

  1. La comunicazione obbligatoria di cessazione è valida anche se il lavoratore non ha proceduto con l’invio del modello telematico relativo alle proprie dimissioni o alla risoluzione consensuale?

La comunicazione obbligatoria di cessazione è inefficace se non è stata preceduta da una comunicazione del lavoratore resa con le modalità telematiche di cui al DM 15 dicembre 2015.

  1. Se il lavoratore rassegna le proprie dimissioni e, nonostante i solleciti, non compila la prevista procedura online, il datore di lavoro come si deve comportare?

Le dimissioni vanno rassegnate esclusivamente con il modello introdotto dal DM 15 dicembre 2015. Diversamente il datore di lavoro dovrà rescindere il rapporto di lavoro.

  1. Sono tenuti ad adottare la procedura on line anche il direttore generale e l’amministratore delegato di un’azienda con la quale sussiste un rapporto di lavoro subordinato?

Sì.

  1. Quali conseguenze ha il rapporto di lavoro nel caso in cui un lavoratore, oppure il sistema in automatico, compili in modo errato l’indirizzo email del datore di lavoro?Il datore di lavoro ha a disposizione sulla sua pagina personale tutte le comunicazioni di competenza. A partire dal 1° aprile 2016 è stato attivato uno specifico servizio che notifica al lavoratore il mancato recapito, invitandolo a modificare l’indirizzo email errato (o sconosciuto).
  2. Se le parti si accordano di revocare le dimissioni dopo i 7 giorni dalla trasmissione del modello telematico, quale procedura deve essere adottata?

La data di effettiva decorrenza della cessazione del rapporto di lavoro è quella che risulta dalla comunicazione obbligatoria. In assenza di tale comunicazione, il rapporto di lavoro risulta ancora in essere. Tali informazioni sono messe a disposizione delle direzioni territoriali del lavoro che riceveranno notifica delle comunicazioni di dimissioni/risoluzione consensuale non seguite da comunicazione obbligatoria.

  1. Le dimissioni per giusta causa devono essere comunicate telematicamente?

Sì, nella compilazione è possibile inserire “Dimissioni per giusta causa” come Tipologia di comunicazione.

  1. Se le dimissioni per giusta causa sono state comunicate con modalità telematiche quando non era possibile indicare la specifica tipologia, sono comunque efficaci?

Sì, il modello telematico evidenzia solo la genuinità delle dimissioni. La “giusta causa” sarà comprovata dagli uffici competenti secondo le modalità vigenti.

  1. Alla luce dell’espressa esclusione dei rapporti di lavoro domestico dalla disciplina introdotta dall’art. 26 del D. Lgs. 151/2015, a questa tipologia di dimissioni si applicano ancora le procedure di convalida di cui alla l. 92/2012?

No, in quanto le disposizioni dei commi da 17 a 23-bis dell’articolo 4 della Legge n.92/2012 sono abrogate a partire dal 12 marzo 2016. Non è prevista nell’articolo 26 comma 8 la loro ultrattività in via residuale per le ipotesi di esclusione specificate nella circolare n.12/2016 nel punto 1.2.

  1. L’obbligo di effettuare le dimissioni e le risoluzioni consensuali in via telematica riguarda anche i rapporti di lavoro instaurati all’interno delle strutture di detenzione?

Sì, in tal caso il dipendente in carcere può delegare l’assistente sociale presente presso la casa circondariale a rappresentarlo presso un soggetto abilitato.

Scarica il PDF con le faq aggiornate

“Il Prospetto Informativo di Assolavoro per contrastare la concorrenza sleale”

Presentato a Roma nei giorni scorsi il Prospetto Informativo riguardante la “Somministrazione Transnazionale di Lavoro” in occasione dell’evento “JOBSACT E POLITICHE ATTIVE: FLESSIBILITÀ, TUTELE E SERVIZI EFFICIENTI”promosso da Assolavoro e patrocinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La moltitudine di aziende che oggi nel nostro Paese si rivolge alle Agenzie per il Lavoro, per l’assunzione di personale, nella maggior parte dei casi, non è a conoscenza di tutti i termini legislativi relativi alla somministrazione, e spesso rischia di esporsi involontariamente a livello economico, legale e di reputazione.
Da qui la necessità di produrre un documento capace di fare ordine e chiarezza sulle norme relative alla somministrazione transazionale di lavoro e all’impiego, nel nostro Paese, di lavoratori stranieri distaccati da Agenzie comunitarie che consideri i diversi punti di vista, e tutti gli attori coinvolti.

Le Agenzie comunitarie, le aziende che impiegano lavoratori stranieri somministrati da Agenzie comunitarie e il Ministero del Lavoro in caso di accesso ispettivo.
L’atteso documento è stato presentato ufficialmente a Roma presso la sede del Cnel da Patrizia Fulgoni (Consigliere Assolavoro, con delega a Legalità Esterna e Lotta alle Forme di Lavoro Spurie e Presidente Life in) durante l’evento intitolato “Jobsact e Politiche Attive: Flessibilità, Tutele e Servizi Efficienti”.
Si tratta del Prospetto Informativo riguardante la “Somministrazione Transnazionale di Lavoro” e rappresenta il contributo che Assolavoro vuole offrire sul fronte della legalità, della trasparenza, della chiarezza e della qualificazione del mercato.

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Patrizia Fulgoni (Consigliere Assolavoro con delega a Legalità Esterna e Lotta alle Forme di Lavoro Spurie) nel corso del suo intervento al Cnel

Un documento importantissimo, come riferito da Patrizia Fulgoni, che vuole diventare strumento operativo per i nostri colleghi e i nostri clienti al fine di approfondire la conoscenza di una realtà su cui, ancora oggi, c’è molta confusione.
Un significativo passo in avanti rivolto a tutelare le aziende e contrastare la concorrenza sleale di operatori che non rispondono ai rigidi requisiti previsti dalla normativa vigente per poter operare sul territorio nazionale, a partire dall’iscrizione all’apposito albo informatico del Ministero del Lavoro.

 

 

Clicca qui per visualizzare il documento PDF del Prospetto Informativo “Somministrazione transnazionale di lavoro”

Del resto i dati degli ultimi anni parlano chiaro e non si può negare che Le Agenzie per il lavoro hanno acquisito nel corso del tempo una funzione nuova, più ampia e strategica, rispondendo tempestivamente alle esigenze delle persone in cerca di lavoro e più complessivamente del mercato.

Sono oltre 20mila i nuovi assunti a tempo indeterminato tramite Agenzie per il lavoro nel corso del 2015.
Dai 15.815 del dicembre 2014, infatti, si passa ai 36.934 di 12 mesi dopo, con un incremento del 133,5%. I lavoratori a tempo indeterminato tramite Agenzie superano così la soglia del 10% sul totale dei somministrati.
Il monte retributivo dei lavoratori in somministrazione aumenta del 18,8 per cento. Il rapporto fra occupazione in somministrazione e occupazione totale, a dicembre 2015, passa all’1,62% contro l’1,41% dello stesso mese del 2014.
Secondo i dati riportati da Assolavoro, grazie al Jobs act gli assunti a tempo indeterminato tramite Agenzia sono più che raddoppiati in un solo anno e le retribuzioni medie sono cresciute più che proporzionalmente, il che implica una maggiore professionalità nelle figure occupate attraverso le Agenzie. La sfida per il 2016 è rappresentata dalle politiche attive per il Lavoro e le Agenzie sono in prima linea per inserire, formare e reinserire il maggior numero possibile di persone grazie a una virtuosa interazione con la rete del lavoro e l’Anpal.

Sempre in occasione dell’evento a Roma, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha confermato la volontà di arrivare ad un costo del lavoro più basso in modo strutturale.
Poletti ha spiegato, “la nostra scelta è rendere strutturale il fatto che il costo del lavoro stabile deve essere più basso del lavoro precario e a termine. Questa era la condizione terribile del periodo precedente, noi abbiamo cambiato le regole e quindi stabilizzeremo la situazione di fatto per cui i contratti a tempo indeterminato costino di meno”.

Le proposte delle Agenzie per il Lavoro su questo fronte ruotano intorno a 6 punti chiave: processi operativi non frammentati, informazioni sulla platea degli utenti integrate e condivise tra tutti gli operatori, la definizione di standard di servizio validi su tutto il territorio nazionale e in tutti gli sportelli, il ranking per misurare la qualità dei singoli operatori, una modulazione delle premialità in relazione sia ai differenti profili dei candidati sia al contratto di lavoro “di sbocco” delle politiche attive messe in campo, una definizione di offerta congrua a monte, che tuteli chi cerca una occupazione e che tenga al riparo dal rischio contenziosi.

Life in con le sue 11 filiali sul territorio Nazionale opera da quasi un decennio in questa direzione, nel rispetto del Lavoro, delle Aziende e dei Lavoratori, aderendo alla linea da sempre promossa dal Ministero del Lavoro secondo cui in caso di distacco/somministrazione dei lavoratori stranieri in Italia, si applicano le tutele lavoristiche previste dalla legge del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, e quindi in primo luogo, il principio di parità di trattamento retributivo e normativo.