LAVORO E LEGALITA’, UN IMPEGNO CHE CI PRENDIAMO 365 GIORNI L’ANNO

Grande partecipazione all’assemblea pubblica di #Assolavoro a Roma, ospitata nella sala conferenze del Palazzo Montemartini. Lavoro e legalità al centro di un dibattito che ha sollevato interessanti spunti di riflessione su come operare e collaborare  per contrastare il lavoro irregolare e promuovere un’occupazione tutelata. Tra i relatori, anche Patrizia Fulgoni Presidente Life in S.p.a. in qualità di Vice Presidente Assolavoro con delega alla lotta alle forme di lavoro spurie.

Patrizia Fulgoni Vice Presidente Assolavoro durante il suo intervento

Si è da poco conclusa l’assemblea pubblica FONDATA SUL LAVORO. LEGALE indetta da Assolavoro, che promette un impegno 365 giorni l’anno nella lotta al lavoro nero. Tra i relatori intervenuti Patrizia Fulgoni Presidente Life in S.p.a.  e  Vice Presidente Assolavoro con delega alla lotta alle forme di lavoro spurie:

Chi opera sui mercati violando le regole, sfruttando i lavoratori attraverso il loro impiego in nero, irregolare, vestendo di collaborazioni quelli che sono veri e propri contratti di lavoro dipendente, sono i peggiori nemici non solo delle persone che vengono mal pagate e non tutelate, ma anche dell’intera società oltreché delle Agenzie per il Lavoro. A tal proposito, particolarmente odioso è il fenomeno delle cooperative spurie per una serie di motivi: nascono sotto capitalizzate con formule societarie non garantiste, spesso non pagano i debiti contributivi e fiscali, retribuiscono i dipendenti con un sistema al limite della regolarità, e spariscono prima di dover rendere conto degli obblighi non assolti nei confronti sia dei dipendenti che degli enti previdenziali. In questo modo trasferiscono l’onere alle aziende utilizzatrici che sono obbligate in solido.

E’ chiaro che l’effetto prodotto è quello di fare concorrenza sleale a chi sul mercato lavora secondo un quadro di valori che dovrebbe essere condiviso da tutti, toglie diritti, tutele, prospettive a chi lavora e sporca un concetto di grande valore sociale, come può essere quello della cooperazione. Lo stesso meccanismo è prodotto dalle società esterovestite che, a causa della legislazione europea, possono operare sul territorio nazionale con regole molto meno stringenti rispetto ai requisiti minimi richiesti alle Agenzie per il lavoro italiane, creando dumping e mettendo in difficoltà gli operatori che rispettano le regole, dando vita ad un inaccettabile concorrenza al ribasso. 

Per questa ragione occorre fare fronte comune tra tutti gli attori sani affinché gli “anticorpi” tengano ai margini, espellano, quegli operatori, se così vogliamo definirli, che così si muovono e che continuano a muoversi sui mercati.

L’auspicio è quello di un cambio di rotta anche sul piano legislativo intervenendo su recenti provvedimenti che hanno colpito l’occupazione legale, tutelata, con tutti i diritti del lavoro dipendente, che ha il solo limite di non prevedere tutti contratti a tempo indeterminato per tutti continuativamente, ma di rispondere alle esigenze di flessibilità del mondo contemporaneo.

Poco, nulla, è stato fatto per arginare il lavoro illegale e le sue tante manifestazioni laddove un piano contro il lavoro irregolare, contro il sommerso e a favore del lavoro legale avrebbe determinato vantaggi per tutti.

I risultati sono chiari e inconfutabili, è mancata l’umiltà di prevedere che un intervento legislativo di questa natura meritasse, in ogni caso, comunque un monitoraggio a sei mesi, a nove mesi e interventi correttivi conseguenti.

Qualcuno sosteneva che “occorre sempre sperare che si rinsavisca e contemporaneamente lavorare come se questo potesse anche non capitare mai”.

Le Agenzie per il Lavoro proseguiranno lungo la loro strada, per il lavoro, per la legalità e come detto nel video, anticipando il futuro, con chi vorrà starci.

 

Life In, la spa “in rosa” per il lavoro pronta a fare shopping… di agenzie

La presidente Fulgoni ha acquisito il 100% della società Life in spa: obiettivo crescere in Italia per linee estere

Il team rosa. Al centro il presidente Patrizia Fulgoni con le manager di Life in

Brescia. Life in riporta «in casa» tutto il capitale e punta al raddoppio delle sedi entro pochi anni.

Proprio lo scorso 6 giugno, infatti, il gruppo dirigente guidato dalla presidente fondatrice Patrizia Fulgoni (al suo fianco ci sono 6 quadri, tutti rigorosamente donna) ha acquisito il 45% del capitale della spa prima in mano a sottoscrittori esterni, diventando attraverso la srl Divisione Corporate, proprietario del 100%.  L’agenzia per il lavoro “in rosa” nata a Brescia nelle 2008 è oggi presente sul territorio con ben 11 sedi dalla Lombardia alla Sicilia.

Una scelta, spiega Fulgoni, motivata essenzialmente «dalla volontà di crescere e di decidere in autonomia», anche alla luce dei buoni risultati ottenuti sino ad ora. Del resto, la storia di Life in è tanto originale quanto indice del buon vecchio pragmatismo femminile.

A fondarla, oltre otto anni fa, è un gruppo di professioniste del settore che accolgono la sfida di dar vita ad un’agenzia per il lavoro diversa: «non un grande magazzino, chiarisce Patrizia Furgoni, ma una boutique in cui gli abiti si fanno su misura».

Quindi, fuori dalla metafora decisamente femminile, realtà che si muove su piccoli numeri, ma con un grado di precisione e costumizzazione della ricerca che grandi colossi del settore non possono avere.

In rosa. L’agenzia parte da subito con il vento in poppa, anche per una felice azione di marketing giocata proprio sull’immagine “in rosa” (“in realtà, racconta ancora Patrizia Fulgoni, la decisione di una compagine femminile stata quasi casuale: siamo partite con una squadra di sole donne perché solo loro hanno accolto la sfida che ho proposto. Ma quel punto l’abbiamo cavalcata!”).

I numeri. Nelle due 1009 Life in fattura 5 milioni di euro, che nel 2010 diventano 15 e nel 2011 arrivano 20,5. L’agenzia continua a crescere nel 2015 arriva il record: i ricavi toccano quota 42 milioni dipendenti salgono sino a 50, 46 dei quali di sesso femminile. Il 2016 segna un piccolo arretramento (il fatturato è di 40 mln, ma l’utile operativo è di 2,5) che però non preoccupa la presidente:«Abbiamo deciso di eliminare alcuni grossi clienti che generavano un consistente insoluto, e anche se il fatturato si è un po’ contratto in realtà l’agenzia sta crescendo», tira corto.

Una crescita testimoniata anche dalla volontà di aprire altre agenzie, anche attraverso l’acquisizione di altre società. «I fondi li abbiamo, ma paradossalmente ci mancano le persone», chiarisce il presidente che evidenzia come la difficoltà a reperire capitale umano specializzato non riguardi solo le imprese che si rivolgono a Life in (che spaziano dal comparto alimentare al metalmeccanico all’Oil&Gas), ma anche le stesse agenzie che del collocamento delle risorse umane hanno fatto il loro business.

di Angela Dessi

tratto dalla pagina di ECONOMIA – Giornale di Brescia di Domenica 25 giugno 2017