“Lavoro occasionale con i VOUCHER : cosa sono e come funzionano i BUONI LAVORO”

Nel 2014 il ricorso ai buoni lavoro è aumentato di addirittura il 69,6 per cento rispetto al 2013 mentre nei primi mesi del 2015, alla luce degli ultimi dati disponibili, si è registrato un nuovo picco con un +67% rispetto all’anno precedente. Con ogni probabilità , dati in crescita anche in futuro.

buono lavoro

In tanti negli ultimi tempi hanno sentito parlare dei voucher INPS lavoro occasionale, detti anche buoni lavoro, soprattutto a causa di una serie di novità introdotte con il Jobs Act che mirano, in qualche modo, ad incentivarne l’uso.

In questo articolo vedremo il rapporto tra i voucher lavoro ed eventuali sussidi di disoccupazione INPS (Naspi e Asdi o disoccupazione agricola), l’importo massimo realizzabile (limiti) e tutto che c’è da conoscere sui buoni, come si acquistano e come funzionano.

L’importo massimo che il prestatore di lavoro può percepire è pari a 7 mila euro (prima del Jobs Act la somma era di 5 mila euro) quindi, in ogni caso, non siamo di fronte ad una forma di lavoro che, usando un’accezione a-tecnica, può dirsi regolare in quanto l’occasionalità è alla base di tutto.

Possono essere acquistati sia da privati cittadini che da imprenditori o professionisti presso le rivendite autorizzate (esempio: acquisto voucher dai tabaccai) oppure telematicamente (strada, questa, divenuta l’unica possibile per la seconda categoria di committenti che non possono più fruire di quelli che si comprano nei negozi).

Voucher lavoro 2016 e INPS: cosa succede in caso di disoccupazione?

Un vantaggio considerevole per il lavoratore sta nel fatto che, grazie ai voucher lavoro, può continuare a beneficiare della Naspi o di altri sussidi erogati dall’INPS purché i compensi percepiti non superino i 3 mila euro netti. Tale limite, però, si abbassa a 2 mila euro se le prestazioni vengono svolte nei confronti di un professionista o di un imprenditore. Occhio perché nel caso in cui l’imprenditore facesse uso dei buoni lavoro, eccedendo il limite consentito, il rapporto si trasforma in contratto di lavoro subordinato e vengono applicate al datore le sanzioni previste dalla legge.

Come funzionano i Voucher INPS? Chi può usarli?

Si può fare ricorso a questo strumento in tutti i settori produttivi. Tuttavia per le imprese agricole esistono alcune limitazioni.

In particolare, se il fatturato è superiore a 7 mila euro annui possono essere impiegati solo particolari tipi di prestatori come giovani di età inferiore a 25 anni (solo se regolarmente iscritti alla scuola dell’obbligo o all’università e compatibilmente con gli impegni di studio, non a caso si ritiene che tutti questi impieghi stiano diventando come all’estero i cosiddetti lavori per studenti) o pensionati; possono, inoltre, essere impiegati lavoratori che percepiscono un sostegno al reddito (disoccupazione). Le attività  agricole, però, devono essere di carattere stagionale.

Al di sotto dei 7 mila euro, invece, non ci sono queste limitazioni: unico requisito è la non iscrizione del lavoratore, nell’anno precedente a quello in cui viene impiegato, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Funzionamento dei buoni lavoro: Attivazione Voucher INPS e uso

I voucher prepagati hanno un valore nominale di 10, 20 o 50 euro ed il compenso minimo è pari al voucher lavoro di importo più basso, cioè 10 euro. Questo, però, non vale nel settore agricolo dove si seguono regole differenti.

Una volta ricevuto il voucher lavoro, esso può essere incassato presso qualsiasi ufficio postale dietro esibizione di un valido documento di riconoscimento. Il tempo massimo per la riscossione è pari a 12 mesi e se il buono è stato acquistato presso un tabaccaio la riscossione può avvenire presso lo stesso esercizio.

Attenzione, però, perché il compenso minimo orario di 10 euro è lordo e non netto. Sul voucher, infatti, gravano le seguenti trattenute:

13 per cento da corrispondere alla gestione separata INPS a titolo di contribuzione previdenziale;

7 per cento da corrispondere all’INAIL, a tutela degli infortuni sul lavoro;

il 5 per cento, infine, viene erogato all’INPS che gestisce il servizio.

In pratica, quindi, su 10 euro si ricevono 7 euro e 50 netti. Su 20 euro se ne incassano 15 mentre su 50 euro il compenso netto per il lavoratore è pari a 37 euro e 50 centesimi.

Vantaggi per le aziende: perché scegliere i buoni lavoro?

Il vantaggio per gli imprenditori è dato dal fatto che ci si può avvalere dei lavoratori per un periodo breve ed in piena legalità , senza vincolarsi con un’assunzione a tempo determinato o indeterminato.

Sostanzialmente i buoni lavoro sono pensati per colmare in qualche modo la piaga del lavoro nero. Molti imprenditori, con ogni probabilità, fanno ricorso ai voucher quando hanno bisogno di prestazioni straordinarie che necessitano di più personale per un periodo ridotto.

Curiosità: dove hanno avuto maggior successo i buoni lavoro?

Prima nella speciale classifica di ricorso ai voucher, che raccoglie i dati che vanno dal 2008 al 2014, sono la Lombardia, seguita da Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. L’incremento vertiginoso che abbiamo registrato nel 2014 e la “spintarella” data dal Jobs Act, probabilmente, faranno aumentare ancor di più l’attenzione sui buoni.

Jobs Act 2017: cosa cambierà per lavoratori e datori di lavoro?

Il Decreto legislativo che modifica il Jobs Act è stato approvato lo scorso 23 settembre 2016 dal Consiglio dei Ministri e le novità  Jobs Act 2017 sono pronte per essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore. 

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Con il Jobs Act 2017 vengono introdotte nuove regole per il mercato del lavoro: lavoratori, che dovranno adeguarsi alle novità 2017 e datori di lavoro, per i quali sono previsti controlli e sanzioni maggiori ma anche agevolazioni.
Le principali novità del Jobs Act 2017 riguardano la tracciabilità dei voucher Inps o buoni lavoro, le nuove disposizioni in materia di disoccupazione Naspi e ricollocazione Asdi, la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà da difensivi ad espansivi e nuove regole per quel che riguarda l’assunzione di lavoratori disabili.
Di seguito sono state riassunte in punti, tutte le novità del Jobs Act 2017.

1. Tracciabilità voucher Inps lavoro accessorio
Nel solo 2015 si è calcolato un incremento del 73% nell’uso dei voucher Inps, i buoni lavoro per prestazioni occasionali non regolamentate da contratto. Per questo, il Governo ha previsto con le integrazioni al Jobs Act 2017 di introdurre alcune importanti novità: tra queste, la più rilevante è l’obbligo di tracciabilità per i datori di lavoro che si avvalgono dell’utilizzo dei voucher Inps per prestazioni di lavoro occasionali.
Confermato, invece, il limite economico per la fruizione dei voucher Inps o buoni lavoro: 2.000 euro netti il limite massimo di utilizzo per i datori di lavoro e 7.000 euro netti il limite massimo di retribuzione tramite voucher Inps per i lavoratori.
Con l’entrata in vigore delle novità Jobs Act 2017 tutti i datori di lavoro che si avvalgono di prestazioni occasionali e quindi utilizzano i voucher lavoro Inps sono obbligati a trasmettere entro il limite massimo di 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa i dati relativi al lavoratore. La comunicazione da parte del datore di lavoro sarà effettuata tramite sms o e-mail alla sede dell’Ispettorato del Lavoro competente per zona e dovrà contenere i dati anagrafici del lavoratore, il luogo, la data di inizio e di fine della prestazione.
Per gli imprenditori agricoli l’obbligo di comunicazione è di 3 giorni antecedenti all’inizio della prestazione di lavoro accessorio.
Per il datore di lavoro che trasgredisce l’obbligo di comunicazione è prevista una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro.

2. Contratti di solidarietà espansivi, CIGS e riduzione contributiva
Per quanto riguarda la disciplina degli ammortizzatori sociali, nel Jobs Act 2017 la principale novità riguarda la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà difensivi in corso da almeno 12 mesi o stipulati prima del 1° gennaio 2016 in espansivi. Nel decreto che introduce le novità al Jobs Act 2017 si stabilisce che la riduzione complessiva dell’orario di lavoro non sia superiore a quella prevista dal precedente contratto di solidarietà difensivo.
Le novità al Jobs Act 2017 prevedono inoltre che non bisognerà più attendere 30 giorni per il riconoscimento della cassa integrazione guadagni straordinaria CIGS. Il riconoscimento della riduzione\sospensione dell’orario di lavoro degli interessati sarà immediata così come l’accesso al trattamento di integrazione salariale dal momento della stipula dell’accordo sindacale.
Per le aziende di rilevante interesse strategico dell’economia nazionale che abbiano concluso accordi in sede governativa accordi per la riduzione contributiva del 35% sarà concessa la proroga con le novità del Jobs Act 2017.

3. Status disoccupazione e Naspi
Con le novità introdotte dal decreto di integrazione al Jobs Act 2017 cambia la definizione di disoccupato. Lo status di disoccupato viene riconosciuto ai soggetti privi di lavoro e redditi (fatta esclusione per quelli ottenuti tramite voucher lavoro accessorio Inps) che presenteranno in forma telematica l’immediata disponibilità a svolgere le attività lavorative e le misure di politica attiva del lavoro proposte dai Centri per l’impiego.
Per quel che riguarda la Naspi, i lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali licenziati per giusta causa nel 2016 e titolari di sussidio Naspi godranno della proroga di un mese dell’assegno Naspi.

4. Lavoratori disabili
Passa dal 61% al 60% la percentuale di riduzione della capacità lavorativa utile per il computo dei lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro.
Inasprite inoltre le sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano l’obbligo di invio del prospetto informativo e della copertura della quota d’obbligo per lavoratori disabili.

5. Dimissioni telematiche
La procedura delle dimissioni telematiche viene integrata con le ultime novità dal Jobs Act 2017: anche i consulenti del lavoro e i dipendenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro saranno autorizzati a trasmettere le domande di dimissione telematica.